Primo giorno di scuola, ma non per tutti.

foto da https://www.unicef.ch/it/attualita/notizie/2024-05-14/gaza-i-bambini-hanno-sopportato-un-incubo-senza-tregua

di Stefano Maria Ursini

Mentre in Italia e in gran parte del mondo settembre segna il ritorno sui banchi, per i bambini di Gaza la realtà è drammaticamente diversa. Oggi la scuola riapre per milioni di studenti, ma nella Striscia oltre 600.000 bambini e ragazzi non possono tornare in classe per il terzo anno scolastico consecutivo.
Il sistema educativo a Gaza è completamente al collasso a causa della guerra, con conseguenze devastanti per il futuro di un’intera generazione.
Secondo i dati delle Nazioni Unite e i reportage delle organizzazioni umanitarie come l’UNICEF e WeWorld, circa il 93% delle strutture scolastiche è stato danneggiato, distrutto dai bombardamenti o riconvertito in rifugi di fortuna per le famiglie sfollate.
I bambini della Striscia hanno perso in media l’equivalente di cinque anni di istruzione accumulando i ritardi delle crisi precedenti con l’interruzione totale e prolungata delle lezioni dall’ottobre del 2023.
Come denunciato anche dal Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, la mancanza di un ambiente scolastico sicuro non priva i minori solo del diritto all’apprendimento, ma toglie loro l’unico briciolo di normalità e supporto psicologico rimasto in un contesto di grave trauma.

A tutti loro, alla straordinaria resilienza delle famiglie che popolano la Striscia di Gaza, che rifiutano di arrendersi alla perdita del proprio futuro, ma anche a tutto il popolo palestinese, storicamente caratterizzato da tassi di alfabetizzazione tra i più alti al mondo, dove l’istruzione è vissuta come una forma di resistenza e dignità, è dedicata la poesia “Primo giorno di scuola” dí Mariella Cataldo, tratta da “Inchiostro per Gaza”, Marx21 edizioni.

PRIMO GIORNO DI SCUOLA

Nel mondo,

sui campi di battaglia

del primo giorno di scuola,

come birilli cadono

le aste

fuori dai quadrettoni,

cosi,

sotto i primi scarabocchi

le punte delle matite.

A Gaza,

la piccola Nur,

che giace insepolta

sotto i sassi,

non risponde all’appello

in questo

primo giorno di scuola.

Di là,

sentire non può

la campana.

La Morte

l’ha presa nel sonno,

mentre,

con le ali di festa

della farfalla,

cercava per i campi

foglie d’autunno

per la maestra

che le avrebbe

guidato la mano

nel disegnare

casette e aquiloni.

A Gaza,

sui campi di battaglia

del primo giorno di scuola,

giacciono muti

gli alfabeti dei sillabari,

ma l’abaco

conta in fretta

gli anni della piccola Nur.

Secco è l’inchiostro

della mia stilografica.

Il mare di Gaza

regala una spugna alla madre

perché lavi

dal viso la polvere

alla piccola Nur,

che giace insepolta

sotto i sassi di Gaza.

Nur, piccola martire,

luce dei suoi occhi,

scalza,

si appresta ad andare

senza abitino di festa

al cospetto del Dio

che per sua codardia

non fermò la mano

al padre di Rut

mentre premeva

il tasto assassino.

Nur e Rut,

piccole scolare

che s’incrociarono

sulle vie della storia

e mai sui banchi di scuola!

Mentre,

tra le rovine di Gaza,

con la spugna di mare

la madre di Nur

lava il viso

alla piccola

luce dei suoi occhi,

davanti

al secco dell’inchiostro

della mia stilografica, m’escono dal petto

smozzicate parole

come sciame

di api fuggitive

da un campo di asfodeli

e nitrato di ammonio.

12 settembre-2025

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