
di Stefano Maria Ursini
Mentre in Italia e in gran parte del mondo settembre segna il ritorno sui banchi, per i bambini di Gaza la realtà è drammaticamente diversa. Oggi la scuola riapre per milioni di studenti, ma nella Striscia oltre 600.000 bambini e ragazzi non possono tornare in classe per il terzo anno scolastico consecutivo.
Il sistema educativo a Gaza è completamente al collasso a causa della guerra, con conseguenze devastanti per il futuro di un’intera generazione.
Secondo i dati delle Nazioni Unite e i reportage delle organizzazioni umanitarie come l’UNICEF e WeWorld, circa il 93% delle strutture scolastiche è stato danneggiato, distrutto dai bombardamenti o riconvertito in rifugi di fortuna per le famiglie sfollate.
I bambini della Striscia hanno perso in media l’equivalente di cinque anni di istruzione accumulando i ritardi delle crisi precedenti con l’interruzione totale e prolungata delle lezioni dall’ottobre del 2023.
Come denunciato anche dal Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, la mancanza di un ambiente scolastico sicuro non priva i minori solo del diritto all’apprendimento, ma toglie loro l’unico briciolo di normalità e supporto psicologico rimasto in un contesto di grave trauma.
A tutti loro, alla straordinaria resilienza delle famiglie che popolano la Striscia di Gaza, che rifiutano di arrendersi alla perdita del proprio futuro, ma anche a tutto il popolo palestinese, storicamente caratterizzato da tassi di alfabetizzazione tra i più alti al mondo, dove l’istruzione è vissuta come una forma di resistenza e dignità, è dedicata la poesia “Primo giorno di scuola” dí Mariella Cataldo, tratta da “Inchiostro per Gaza”, Marx21 edizioni.
PRIMO GIORNO DI SCUOLA
Nel mondo,
sui campi di battaglia
del primo giorno di scuola,
come birilli cadono
le aste
fuori dai quadrettoni,
cosi,
sotto i primi scarabocchi
le punte delle matite.
A Gaza,
la piccola Nur,
che giace insepolta
sotto i sassi,
non risponde all’appello
in questo
primo giorno di scuola.
Di là,
sentire non può
la campana.
La Morte
l’ha presa nel sonno,
mentre,
con le ali di festa
della farfalla,
cercava per i campi
foglie d’autunno
per la maestra
che le avrebbe
guidato la mano
nel disegnare
casette e aquiloni.
A Gaza,
sui campi di battaglia
del primo giorno di scuola,
giacciono muti
gli alfabeti dei sillabari,
ma l’abaco
conta in fretta
gli anni della piccola Nur.
Secco è l’inchiostro
della mia stilografica.
Il mare di Gaza
regala una spugna alla madre
perché lavi
dal viso la polvere
alla piccola Nur,
che giace insepolta
sotto i sassi di Gaza.
Nur, piccola martire,
luce dei suoi occhi,
scalza,
si appresta ad andare
senza abitino di festa
al cospetto del Dio
che per sua codardia
non fermò la mano
al padre di Rut
mentre premeva
il tasto assassino.
Nur e Rut,
piccole scolare
che s’incrociarono
sulle vie della storia
e mai sui banchi di scuola!
Mentre,
tra le rovine di Gaza,
con la spugna di mare
la madre di Nur
lava il viso
alla piccola
luce dei suoi occhi,
davanti
al secco dell’inchiostro
della mia stilografica, m’escono dal petto
smozzicate parole
come sciame
di api fuggitive
da un campo di asfodeli
e nitrato di ammonio.
12 settembre-2025
DONA IL TUO 5x1000
Al Comitato “Art.11 – L’Italia ripudia la guerra – OdV”
Un gesto gratuito che dà voce alla pace.
Scadenze: 30 sett. (730) | 30 nov. (Redditi PF)




