L’articolo di Jean Stern, pubblicato originariamente su Orient XXI l’11 maggio 2026 e ripreso da Il Pungolorosso, analizza il ricorso sistematico alle sostanze psicotrope da parte delle autorità militari e sanitarie israeliane per trattare i disturbi da stress post-traumatico (PTSD) dei soldati reduci dalla guerra a Gaza. Dei circa 500.000 militari che hanno prestato servizio a Gaza, circa 40.000 vengono trattati con sostanze come cannabis, metanfetamine e funghi allucinogeni. (pungolorosso)
L’inchiesta inquadra questo fenomeno in un contesto sociosanitario già segnato da elevati livelli di dipendenza: secondo il professor Shaul Lev-Ran, tra il 30% e il 50% degli israeliani si trova sotto l’influenza di una sostanza che crea dipendenza, con un aumento del 180% nel consumo di sonniferi e del 70% negli oppioidi prescritti dal 7 ottobre 2023. (pungolorosso) Il costo complessivo dei traumi di guerra è stimato dall’associazione Natal in circa 145 miliardi di euro nei prossimi cinque anni.
Attraverso testimonianze di psichiatri, terapeuti, ex militari e familiari, l’articolo solleva una questione di fondo: la somministrazione di droghe non mira a “curare” i soldati, ma piuttosto a far dimenticare una guerra di cui solo i giornalisti palestinesi — in 262 dei quali uccisi da soldati israeliani — hanno potuto testimoniare. (pungolorosso) Diverse voci critiche, tra cui quella della psicoterapeuta Ruchama Marton e della psicoanalista Annette Feld, sottolineano come la “ferita morale” venga così gestita farmacologicamente per impedire che il senso di colpa individuale dei soldati si diffonda all’intera società e metta in discussione le responsabilità collettive per i crimini commessi.
Stern evidenzia infine la dimensione geopolitica del fenomeno: Israele starebbe esportando il proprio “modello terapeutico” a livello internazionale, con sperimentazioni analoghe già avviate in Stati Uniti, Australia, Svizzera e Francia, e corsi di formazione condotti in Germania e Ucraina. (pungolorosso) L’articolo si chiude con la denuncia della psicoterapeuta palestinese-israeliana Manal Abou Lak, che accusa gli operatori sanitari di “cancellare il genocidio”, curando i soldati quando invece, a suo giudizio, dovrebbero essere processati.
DONA IL TUO 5x1000
Al Comitato “Art.11 – L’Italia ripudia la guerra – OdV”
Un gesto gratuito che dà voce alla pace.
Scadenze: 30 sett. (730) | 30 nov. (Redditi PF)




