LA PIRATERIA GLOBALE

Usa e Israele all’arrembaggio del mondo

Dunque è ufficiale: la pirateria è tornata legale e il diritto internazionale è morto e sepolto.

Siamo all’ennesimo episodio di pirateria nel mar Mediterraneo: arrembaggio, assalto, sequestro violento di imbarcazioni, rapimento dell’equipaggio ed espulsione o deportazione o comunque si possa chiamare la cacciata da un paese in cui si è stati portati a forza.

Gli odierni pirati non hanno neanche bisogno della lettera o patente di corsa, che in passato i sovrani concedevano a chi volesse depredare navi per la ricchezza della patria. Infatti oggi il paese per cui è lecita la pirateria si è costruito la propria lettera patente tessendo per anni rapporti economici e altre strane relazioni che lo mettono in grado di ricattare il resto del mondo. Nessuno fiati o è perduto. E così i tanti paesi “occidentali” cancellano con il loro silenzio i secoli di lento progresso che hanno portato alle attuali democrazie e norme internazionali e si prosternano ai pirati globali. Indietro tutta.

Questa volta solo l’esibizionismo arrogante di chi festeggia insieme compleanno e pena di morte con un cappio d’oro (niente di più grottesco a memoria d’uomo) ha fatto sì che l’Europa si rendesse conto dei trattamenti cui Israele sottopone persino gli europei, esseri dal valore economico ed elettorale molto alto, e quindi reagisse timidamente.

Ma l’episodio è quasi diventato una cosa a sé, come se non fosse parte di un sistema di violenze che va avanti da decenni, come se Ben Gvir agisse in solitaria e non fosse un membro di quel governo che sta sterminando i palestinesi. Ora Netanyahu ha avuto l’astuzia di dissociarsene: troppo mal visto, non può alienarsi i suoi alleati per una buffonata inutile del suo ministro, lui che ci ha messo tanto a imbastire la propria incolumità. Come se non avesse un mandato di cattura internazionale per atti genocidiari. E’ troppo eclatante maltrattare un vero cittadino europeo, anche se con un brasiliano e un palestinese nazionalizzato spagnolo e svedese hanno potuto permettersi violenze senza scandali. E la prima cosa che ha detto Saif Abukeshek al suo arrivo a Barcellona è stata proprio la preoccupazione per i prigionieri che sentiva urlare nel centro di detenzione.

Forse qualcuno si è persino posto il problema che se l’idf tratta così gli europei, figuriamoci cosa fanno ai palestinesi, che loro considerano animali: eppure vessazioni e torture verso i palestinesi, in carcere e fuori dalle carceri, sono ampiamente documentate da organizzazioni internazionali e loro esponenti, finora ignorati o criminalizzati e messi alla gogna mediatica e persino sanzionati. Chiunque non sia a favore della violenza israeliana è tacciato di essere complice di Hamas, compresi gli stessi israeliani.

Finalmente i paesi europei, abbandonato di colpo l’atteggiamento di scherno e fastidio rispetto alla Flotilla, cercano di recuperare sani e salvi i membri dell’equipaggio per quieto vivere, ma si continua a guardare al dito che indica il genocidio e a ignorare il genocidio stesso.

A Gaza si continua a morire, e non solo per i bombardamenti che non sono mai cessati, neanche sulle tende dei profughi. Israele lascia entrare quantità minime di cibo e medicine e passa al setaccio altri aiuti, ha ridotto drasticamente la quantità di organizzazioni umanitarie che possono operare a Gaza, tiene fuori la stampa internazionale perché non si sappia cosa succede e spara sui giornalisti locali per impedire la fuga di notizie vere. Il mondo deve conoscere solo la loro verità costruita quintuplicando la spesa per la propaganda, che ha raggiunto una cifra stimata a 730 milioni di dollari, buona parte dei quali destinati a campagne basate sull’intelligenza artificiale per influenzare l’opinione pubblica (che forse comprende anche le migliaia di troll e bot che scrivono commenti disumani sui social) e per promuovere le narrazioni del governo israeliano su You Tube, anche riguardo alla gestione degli aiuti umanitari a Gaza, che si vuol far credere normale inficiando l’operato della Flotilla. Di ciò fa parte anche la propaganda per screditare persone e organizzazioni (come contro la Flotilla e la relatrice speciale dell’ONU Francesca Albanese), alla quale molti dei nostri quotidiani aderiscono acriticamente.

Intanto lo Stato di Israele si è espanso per un migliaio di chilometri, scacciando le popolazioni locali, radendo al suolo qualsiasi costruzione e occupando, ai danni non solo dei palestinesi ma anche di libanesi e siriani. Ha ottenuto così un 5% in più del territorio, senza contare la Cisgiordania quasi ormai interamente colonizzata. E’ “solo” occupazione e controllo militare e non allargamento dei confini, si dice: ma il fatto è che Israele non ha mai avuto dei confini riconosciuti se non con Egitto e Giordania, unici stati intoccati, e che praticamente tutto il suo territorio è stato ottenuto attraverso occupazione e controllo militare.    

E non finisce qui, nel Mediterraneo.

Anche dall’altra parte del mondo, i pirati globali si espandono e aiutano a reprimere le proteste causate dalle loro guerre folli.

Stati Uniti e Israele, le cause del malessere mondiale, sono intervenuti contro le manifestazioni in Bolivia, già pronti con la bugia della lotta contro il narcotraffico, evidentemente travisando il significato di cocaleros e pensando all’unico uso che loro conoscono della pianta di coca, che ovviamente non è quello indispensabile a sopravvivere e lavorare ad alta quota né quello di offerta agli dei della religione andina. E al loro servizio il fantoccio Milei, che coopera inviando Hercules carichi -secondo denunce di militari boliviani- di gas lacrimogeni e altre armi antisommossa, sotto le mentite spoglie di aiuti umanitari che dovrebbero alleviare il blocco della capitale boliviana.

E proprio Milei sta concedendo sottobanco un’altra terra promessa: la Patagonia. Acquisizione di terre strategiche, soprattutto nella Terra del Fuoco per il passaggio interoceanico, attività di intelligence, mappatura del territorio, raccolta di informazioni topografiche e altri indizi sembrano confermare la ripresa del “Piano Andinia“, il progetto attribuito al sionismo internazionale che mirerebbe a stabilire un’enclave o una presenza territoriale di stampo israeliano in Patagonia, forse anche al fine di sfruttare le ricchezze del continente antartico (e non importa se ne distruggeranno l’ecosistema).   

Per mettere la ciliegina sulla torta, rendendo definitivamente esplicita la loro considerazione per gli organismi internazionali, a Gerusalemme est le forze israeliane hanno demolito la sede dell’UNWRA, l’agenzia delle Nazioni Unite fondata nel 1949 per fornire assistenza umanitaria, istruzione e servizi sanitari agli sfollati palestinesi. Assisteva quasi 6 milioni di persone, ma Israele ne ha vietato l’operato con una legge del 2024, accusando l’agenzia di avere legami con Hamas (senza mai provarlo, ovviamente, basta la parola), quindi ha dichiarato che la sua sede non era più usata da un anno e l’ha demolita con i bulldozer. Ci costruiranno fra le altre cose un museo militare, forse per decantare le prodezze di un esercito superarmato cui è andato il plauso di Netanyahu per l’eroica operazione di aver sequestrato pacifisti con le mani alzate addestrati a non reagire.

E l’Unione Europea, che ora finge orrore, ma che potremmo ben rappresentare con le foto delle persone inginocchiate davanti a Israele, disposta a sottomettersi in silenzio a qualunque umiliazione, poi alza la cresta con i propri cittadini chiedendo uno sforzo di tassazione per fomentare la guerra contro la Russia: ognuno ha la sua area di pirataggio.

Contro questa guerra mondiale che si ricompone, spetta ai popoli spingere i governi ad azioni immediate e concrete di sospensione di ogni accordo culturale, commerciale, istituzionale con i due pirati del mondo, avviare azioni di boicottaggio, esigere l’apertura di corridoi umanitari: non basta dire “inaccettabile”, bisogna dimostrare che non si accetta e mettersi dalla parte giusta, quella della legalità e della pace.

Condividi!

DONA IL TUO 5x1000

Al Comitato “Art.11 – L’Italia ripudia la guerra – OdV”
Un gesto gratuito che dà voce alla pace.

Codice Fiscale da inserire: 93564420722
MAGGIORI INFO
Come fare: Firma nel riquadro "Sostegno degli Enti del Terzo Settore" e inserisci il nostro codice fiscale.

Scadenze: 30 sett. (730) | 30 nov. (Redditi PF)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto