Il Nostro mare lambisce le coste Adriatiche e Ioniche della Penisola, è una sorta di grande lago con una “uscita di emergenza” laddove si affaccia la città pugliese di Otranto, qui una sorta di imbuto divide le coste pugliesi da quelle albanesi. Uno stretto che a nord porta ai paesi balcanici e quindi verso parte dell’Europa, a Est apre le porte del Levante e a sud ci conduce verso le rotte dello stretto di Suez e poi del Mar Rosso; l’Adriatico è un mare sempre agitato dai diversi interessi che nel corso dei secoli si sono qui rapidamente succeduti.
Oggi nella macrozona si incrociano ambizioni e strategie che partono da lontano, per poi concretizzarsi visibilmente in presenze antitetiche a quella natura, spesso incontaminata. La devastazione dell’ambiente non è l’unica conseguenza di questo assetto, ci sono altri aspetti apparentemente meno visibili. In quella zona, negli ultimi tempi, convergono le strategie e gli interessi delle capitalizzazioni USA insieme agli ‘investimenti’ logistici di alcuni Paesi Arabi e di Israele, poi c’è la Turchia, storicamente e da sempre fortemente interessata. Infine, un’Europa “coinvolta” ma oggi impacciata e troppo spesso subordinata alle geo strategie Americane. Le “vie del gas” sono di fatto l’asse portante dell’intero edificio, alcuni progetti sono già in atto altri lo saranno tra poco. Il Tap che dall’Azerbaigian trasporta il gas verso l’Europa. Lo IAP che dovrebbe regolare i flussi verso i Balcani, il gasdotto EAST MED che si irradia dalla Grecia verso l’Europa e porta gas da Israele e da Cipro. Altri progetti come il TAL, gas Iracheno verso la Cecoslovacchia, o come i progetti Corridor che portano gas dall’Africa del nord verso la Germania attraversando l’Italia, ribadiscono l’interesse europeo verso la destabilizzazione delle abituali vie del gas europee. In quella zona si profilano sempre più netti gli interessi della nostra Nazione che cerca di diventare l’hub e la porta di accesso per l’intero Mediterraneo, in direzione dell’Europa centrale.
Sazan, un piccolo isolotto nella baia di Valona, ci consente di capire meglio.

SASENO
Enzo Telarico. 30-07-26
È sicuramente uno dei migliori esempi di come la posizione geografica possa determinare in modo sproporzionato l’importanza di un determinato luogo […] Non c’è stata nessuna potenza storica significativa nella regione (o anche al di fuori di essa) che non abbia controllato o cercato di controllare Sàseno
Petar Kurečić, professore di Scienze Politiche all’Università del Nord in Croazia
Tutto comincia nella laguna di Narta…e non è una storia romantica.

Nelle sue limpide acque stazionano 240 specie di uccelli, tra cui l’iconico Fenicottero. L’area protetta di Vjosa-Narta comprende dune sabbiose, foreste di pini e vaste zone umide, Le acque e le spiagge circostanti sono rifugio per foche monache e tartarughe marine.
Gennaio 2026
“Ivanka indossava un lungo cappotto di cammello a Zvernec”. Zvernec fa parte della laguna di Narta ed è a nord di Valona, area protetta del delta del Vjosa-Narta. Il Vjosa è l’ultimo fiume selvaggio rimasto nella nostra Europa. Era … perché un giorno di alcuni mesi fa arrivarono i bulldozer e chiusero la zona della foce con il filo spinato, sradicarono i pini secolari per poi spianare le dune, nel mentre sequestrarono gli abitanti della città medievale, impedendo loro di uscire di casa; racchiusero la Storia con del filo spinato, sigillarono quella natura incontaminata. Nella zona di Zvernec saranno almeno 4 i miliardi di dollari d’investimento delle società vicine a Kushner. Ivanka in quella occasione era accompagnata dal premier Edi Rama, in funzione di distinto cerimoniere. Poi, in quei freddi giorni, la coppia vide quell’isola a poca distanza dalla terra (11 km da Zvernec) … e fu innamoramento.
Ivanka non “sapeva” che quella isola, ora disabitata, era già stata considerata da Ehud Barak nel 2012, e successivamente da Gantz, per un altro scopo; il controllo e l’osservazione, da parte di Israele, della Turchia. Certo, spesso le armi e il denaro sono due facce della stessa medaglia e la rapace dinastia Trump è da sempre alla ricerca spasmodica di investimenti e progetti simili, vedi la “Riviera di Gaza”.
Strategicamente l’Albania (il Paese delle aquile) offre ottime opportunità alle Aquile USA: fa parte della NATO, amico e alleato degli Americani e anche degli Israeliani con cui, soprattutto nella Era di Rama, fa ottimi affari. Ha belle coste, meno sfruttate rispetto ai Paesi vicini; ha salari bassi, ha un premier disponibile con i potenti a parlare di qualsiasi cosa e ha un impellente bisogno di investimenti. Inoltre, è sede di vari gruppi armati di oppositori iraniani. A questo si aggiunge che l’Unione europea teme la presenza nel Mediterraneo della Russia e della Cina ma anche della Turchia e delle monarchie del Golfo. In particolare, l’Italia guarda con simpatia a Tirana, per quanto riguarda i problemi delle migrazioni e della sicurezza nell’Adriatico. L’eterna crisi economica albanese rende il Paese debole e spesso dipendente dagli investimenti “selvaggi” sul territorio.
Oggi, nell’intera macrozona, si incontrano e scontrano:
– le capitalizzazioni USA (soprattutto tramite il vasto mercato immobiliare),
– gli interessi geostrategici turchi,
– gli investimenti logistici di alcuni Paesi Arabi,
– il tentativo di integrazione economica da parte di Israele insieme alla espansione della industria della difesa israeliana.
Recentemente Elbit Systems (difesa israeliana) ha riaperto la scuola di aviazione di Valona. La società Israeliana insieme alla società statale albanese Kajo produce droni e altro materiale bellico. Contemporaneamente, la stessa società vende tecnologie militari avanzate al Qatar, del valore di circa 100 milioni di dollari. Per i Paesi arabi e per Israele comprare terreni in quella fascia offre molti vantaggi, in quanto l’Albania, non facendo parte della Ue, non deve sottostare a norme e regole della Unione Europea inerenti l ‘utilizzo del territorio. Inoltre, questa sinergia offre a questi Paesi ottime credenziali con gli USA e la NATO.
Kushner – di fatto è una sorta di agente immobiliare – acquista terreni anche per Israele.
“È l’isola disabitata di Sazan la gemma nel loro portafoglio immobiliare: acquisito, stando a quel che mi aveva detto la allora ministra del Turismo e dell’Ambiente Mirela Kumbaro, per 99 anni a zero tasse durante la fase di sviluppo edilizio, mentre lo Stato albanese si fa carico di tutte le infrastrutture, incluse acqua, elettricità e fognature”, dice Olsi Nika, ecologista e biologo marino, direttore dell’Ong Eco Albania.
Solo nel 1947 (Trattati di Parigi) l’Albania ottenne la proprietà di Saseno (Sazan).
Nel 1947, erano passati circa 2000 anni da quando quelle coste circostanti la città di Valona (Vlore) furono teatro dello scontro tra Giuilo Cesare e Pompeo (49-45 a.C.). Nel mare di Orikum si svolse la più importante battaglia navale, il luogo dello scontro era funzionale al controllo dell’Adriatico, via di accesso verso i Balcani. Il luogo della battaglia, recentemente individuato da una missione archeologica italiana, è situato a sud della baia di Valona da cui dista circa 20 km. Oggi nei pressi di Orikum, c’è la importante base navale militare di Pasha Limani. Nel 1992, Albania e Turchia hanno sottoscritto degli accordi di cooperazione militare che hanno permesso al Paese Turanico di ricostruire la vetusta base e di ottenere il diritto di accesso e utilizzo per la Marina Turca. Rama nel 2022 la offrì alla Nato, al fine di rafforzare il fronte sud.

Orikum è una delle due punte di una tenaglia che stringe l’Adriatico, l’altra punta si chiamava Sason.
Le cronache antiche parlano di Saseno come scalo essenziale per la navigazione nello Stretto di Otranto, lungo la rotta che da Brindisi portava verso l’Oriente. Sin dai tempi dei Greci e dei Romani quel luogo era conosciuto come Sason, era un porto importante, e lo fu soprattutto durante la guerra civile romana, tra Cesare e Pompeo. Saseno, estremo prolungamento della penisola di Karaburun, fa parte della laguna di Narta ed è a circa 20 km, via mare, da Valona. Il controllo dell’isola tra la fine del XIV secolo e la fine del XVIII secolo, contribuiva a determinare l’accesso all’Adriatico e, con esso, a importanti città portuali, come Venezia e Dubrovnik. Anche Genovesi e Veneziani si sfidarono in quelle acque. L’isola fece parte della Repubblica di Venezia dal 1389 al 1797, divenne protettorato britannico nel 1815. Nel 1864, così come era già accaduto, per vari anni durante il dominio veneziano, Sàseno divenne un avamposto strategico dell’Impero ottomano nel Basso Adriatico: l’isola era funzionale al controllo del Canale d’Otranto. Nel 1913, Conferenza di Londra, l’Albania divenne indipendente dall’impero Ottomano e Sazan fu assegnata al nuovo Stato albanese. Durò poco: Grecia, Albania e Italia si contesero l’isola. Nel 1914 il nostro Paese occupò militarmente quel piccolo isolotto (formalizzato nel 1920). Negli anni della occupazione l’Italia costruì caserme e installazioni militari che si rivelarono importanti per il controllo del Mare Adriatico; dalle cronache risulta che nel 1918 vi si stabilirono anche alcune famiglie di pescatori pugliesi. L’occupazione italiana si protrasse sino al 1947.

Una fortezza nel mare Adriatico. Sazan nel Mediterraneo è come Hormuz.
L’Albania, dopo la Seconda guerra mondiale, entra a far parte della sfera di influenza sovietica. Sazan diventa una delle basi navali più importanti dell’URSS nel Mediterraneo.
Alla fine degli anni 40 Sazan era popolata da alcune migliaia di persone, prevalentemente famigliari dei militari in servizio. Quei circa 6 km divennero per decenni, negli anni in cui Enver Hoxha guidava l’Albania, una sorta di prima linea della guerra fredda; edifici militari, installazioni sotterranee,16 chilometri di gallerie, un porto militare con 12 sommergibili completavano il quadro (4 sono ancora nel porto). Negli anni Settanta circa 150 famiglie militari vivevano sull’isola, una comunità che ha lasciato tracce abitative e anche sociali. L’importanza dell’isola la troviamo anche nelle parole di Enver Hoxha: “La chiave di Otranto è nelle mani degli albanesi, Sazan e Karaburun sono rocce rivestite di ferro e cemento”. Dal 1991, l’isola è in abbandono non solo militare, la salsedine e la vegetazione avanzano.
Sàseno è “una capsula del tempo unica della Guerra Fredda in mezzo al mare”, scrive Elidor Mëhilli, professore associato di storia all’Hunter College.
A Saseno un ambiente naturale e quasi incontaminato fa da contraddittorio scenario a quegli edifici abbandonati, grigia memoria di un quasi recente insediamento militare. L’isola è coperta da felci, rosmarino, plumbaco, ginestre, alloro, poi ci sono tanti bunker, tra i 2800 e i 3600, alcuni sono proprio a ridosso del villaggio.

Le antenne radar abbandonate e le costruzioni militari ricoperte di vegetazione: La sua rete di tunnel è ancora intatta, così come i bunker disseminati sull’isola, i depositi di armi e i rifugi antiatomici. Sazan fu definita dalla Cia come “La Gibilterra rossa del Mediterraneo”.
Sazan, negli anni 90, divenne la base dei trafficanti di droga e di esseri umani verso l’Italia, in particolare la Puglia. Al mercato nero italiano erano anche destinate ingenti quantità di sigarette e di armi.
Sazan nel 2023 fu teatro di un’esercitazione militare congiunta tra Americani e Turchi; bombardarono l’isola, sbarcarono sulle sue coste tra raffiche e comandi militari.
“Sto lavorando con mio marito, abbiamo questa meravigliosa isola di 1.400 acri nel Mediterraneo e coinvolgiamo i migliori architetti, i migliori marchi… sarà fantastico, Aman resorts gestirà gli hotel, ci saranno ville, lo chef newyorchese Mario Carbone curerà il food& beverage… è incredibile per me poter tornare a flettere i muscoli nell’immobiliare, tornare a divertirmi” (Ivanka Trump).
Sto lavorando con mio marito, abbiamo, coinvolgiamo, sarà fantastico…
Se nel team c’è il rinomato chef Mario Carbone (è la punta di diamante della nuova generazione di chef imprenditori) c’è da ben sperare, il resto dello staff sarà all’altezza.
Lo staff:
– Generale Miguel Correa, ex direttore degli affari del Golfo presso il Consiglio di Sicurezza Nazionale. Co-artefice degli Accordi di Abramo.
– Kevin Hassett, ex presidente del Consiglio dei consulenti economici della Casa Bianca.
– Chad Mizelle, ex direttore legale ad interim del Dipartimento per la Sicurezza Interna.
– John Rader, ex membro del Consiglio di Sicurezza Nazionale, Rader è consulente senior presso Palantir Technologies.
– Nick Butterfield – ex vice coordinatore delle politiche alla Casa Bianca.
Affinity Partners di Kushner (fondata nel 2021) gestisce un patrimonio di circa 6 miliardi di dollari, finanziata in gran parte dal principe Saudita Mohammed Bin Salman (due miliardi dal Public Investment Fund saudita, capitali dalla Qatar Investment Authority e dal gestore di Abu Dhabi Lunate). In questa operazione è sorretta dall’Arabia Saudita, dagli Emirati Arabi Uniti e dal Qatar. Nel 2024, per quanto riguarda Sazan, il governo Albanese ha attribuito lo status di “investitore strategico” ad Atlantic Incubation Partners, una società collegata a Affinity Partners. I documenti che non menzionano Kushner, Affinity Partners o Atlantic Incubation Partners, fanno invece riferimento a Sazan Real Estate Development LLC, Assets Group a Doha, LAVA, Systematica.
Il piano in cui è inserita Sazan riguarda la trasformazione di una parte della costa meridionale albanese (inclusa la laguna di Narta) in una destinazione di lusso con hotel (c’è anche Cipriani), ville, piscine, laghi artificiali, canali, porti privati; concessione per 99 anni. Il piano si estende su 254 ettari e 727.527 metri quadrati di superficie edificata, prevede 520 ville, 600 villette a schiera e 1.400 appartamenti, un casinò, un campo da golf a 18 buche, un parco acquatico di 80.000-90.000 metri quadrati e un porto turistico per superyacht. È prevista anche un non meglio identificata “Zona Atlantide” L’Albania, negli ultimi anni, investe molto sulle infrastrutture e sul settore turistico che consente un aumento dell’occupazione e migliora l’immagine del Paese all’estero.
“Colonia israeliana nel Salento”:
Il caso albanese non è isolato: Mentre Il capitale americano e quello dei suoi alleati compra la costa albanese e greca, un fenomeno simile sta accadendo sulle coste pugliesi: l’acquisto di terreni e immobili da parte di imprenditori israeliani. A Lecce, l’agenzia immobiliare Coral 37 ha lanciato un progetto che si chiama “Colonia israeliana nel Salento”: una comunità israeliana autosufficiente nel nostro territorio.
In Sardegna, il progetto Tavolara Bay ha dinamiche di capitalizzazione simili.
In Serbia, Affinity Partners cercò di trasformare l’ex ministero della Difesa di Belgrado in un hotel di lusso; in quel caso l’obiettivo primario era quello di contrastare le spinte russe e cinesi nella regione. Ma un’indagine ha portato all’incriminazione del ministro della cultura serbo, per avere falsificato le perizie, cosa che ha provocato l’uscita di Kushner dal progetto.
Inoltre, ci sono grossi investimenti di Affinity Partners in società israeliane, come Phoenix (gruppo assicurativo finanziario), coinvolte nelle operazioni di occupazione della Cisgiordania e delle alture del Golan. Kushner ha dichiarato più volte di voler aprire un corridoio d’affari fra Arabia Saudita e Israele

Le organizzazioni ambientaliste albanesi contestano il progetto che devasterà aree protette e quella parte di costa del Mar Adriatico incontaminata e ancora non edificata. Più di 40 gruppi ambientalisti, hanno scritto al governo a gennaio chiedendone la sospensione, ma nel 2024 il parlamento albanese ha abolito il divieto di costruzione in aree protette. La UE è intervenuta, tramite un avvertimento relativo alla difesa dell’ambiente: il progetto destabilizza l’idrologia della zona interessata e impatta fortemente sulla biodiversità. Anche a Valona è in costruzione un nuovo aeroporto, accanto all’area protetta di Narta-Zvernec.
“Ivanka Trump go home!”, “Albania is not for sale!”, “Vogliamo fenicotteri non oligarchi!”, sono alcuni degli slogan urlati da contestatori del progetto Ishulli i Trampëve, Isola Trump, così ora la chiamano gli Albanesi. La scintilla si accese a Zvernec: quel filo spinato, quella brutale aggressione agli uomini e alla natura divenne richiesta di legalità, di sicurezza, di tutela dell’ambiente,
Le società operative sul territorio interessato:
Da parte albanese il progetto è gestito dalla Zvërnec South Adriatic Development, registrata nei Paesi Bassi come trust offshore. Proprietaria di 251 ettari di terreno. Alla società compete l’operatività sul territorio.
Sazan Real Estate Development LLC, consorzio che include investitori internazionali, tra cui Jared Kushner, gestisce la progettazione e la operatività. “Siamo entusiasti dell’opportunità di creare una destinazione di livello mondiale e di realizzare uno dei più grandi investimenti privati nella storia della regione. Il nostro obiettivo rimane la gestione responsabile, il miglioramento ambientale, la creazione di posti di lavoro e la creazione di valore a lungo termine per le comunità locali”
Atlantic Incubation Partners, società di Kushner collegata a Affinity Partners è il “cavallo di troia” statunitense.
South Adriatic Development, tramite Smart Construction Invest, detiene 1,2 milioni di metri quadrati di terreno, è la proprietà più estesa coinvolta nel progetto. Attraverso un’altra società, Albanian Land Development, la SAD funge da intermediario per i fratelli Qatarioti Al-Khayyat, tra gli investitori del progetto.
Kastrati Group, che già gestisce l’aeroporto di Tirana e monopolizza il mercato dei distributori di benzina. I Kastrati sono gli uomini di fiducia di Kushner in Albania, c’erano anche loro con Ivanka quel giorno di gennaio a Zverec.
L’imprenditore Artur Shelu, amico in affari di Kushner; a lui sono riconducibili gran parte dei terreni coinvolti, è implicato in procedimenti giudiziari che riguardano quelle operazioni. Shelu, secondo Balcan Insight, è citato in un’indagine relativa alla Sacra Corona Unita. Compare nelle prime investigazioni sull’esplosione avvenuta a ottobre dello scorso anno sotto casa di Sigfrido Ranucci, conduttore di Report. Già nel 2021 la giornalista Lindita Cela aveva denunciato la falsificazione di atti riguardanti centinaia di ettari, da parte della famiglia Shehu. Negli ultimi mesi la Procura di Zvernec ha aperto un’indagine relativa alla compravendita di terreni; si ipotizza l’utilizzo di denaro proveniente dal narcotraffico e da titoli falsi; sono stati congelati 110 milioni di euro. Nella questione sono coinvolte le società albanesi Sazan Real Estate Development e Albania Land a cui i magistrati non contestano, per ora, alcun reato, mentre lo contestano all’imprenditore americano albanese Arthur Shelu che ha venduto la fascia costiera alle due società e ad altri investitori; la somma di 110 milioni non sarebbe mai arrivata a queste società. L’indagine intacca la certezza giuridica dei terreni sui quali dovrebbe sorgere il progetto.
Nella operazione rientra anche la Albanian Investment Corporation, società statale Albanese. In questo caso il quadro è quello della collaborazione tra capitale privato internazionale e strategia pubblica albanese.
Altri 25.000 metri quadrati di terreno sono di AM-Invest, di proprietà della famiglia di Alaudin Malaj, ex presidente della Corte d’Appello di Tirana.
Assets Group a Doha. Società con sede in Qatar, guidato dai fratelli miliardari Mutaz e Ramez Al Khayyat.
Power International Holding, dei fratelli Al-Khayyat: fondata nel 2011, sessantacinquemila dipendenti.
LAVA: è uno studio internazionale di architettura (con sedi in Europa e Australia) ha presentato i rendering del progetto.
Systematica: Ha collaborato con Kushner per quanto riguarda il piano strategico relativo alla isola di Sazan, supportando lo studio LAVA nel progetto.
Nel corso del tempo la storia ha attribuito a Sazan un cruciale valore bellico; questa isola è stata quasi sempre funzionale a presidiare una delle rotte marittime più sensibili tra l’Adriatico e lo Ionio. “Gli Stati Uniti, Israele e i loro alleati arabi stanno finanziando l’acquisto di isole in Albania e Grecia per stabilire basi militari israeliane e americane nel Mediterraneo, con il pretesto di ‘investimenti e turismo”, dice Mendelssohn Mosè, Reseau international.
Anche Il caso Sazan non è fatto di solo turismo, si tratta di una cosiddetta infrastruttura a doppio uso, un ostentato uso civile che non esclude altri scopi: L’isola filtra l’accesso alla baia di Valona, è di fronte al Canale d’Otranto, 70 km di mare separano l’Albania dall’Italia e monitora il passaggio che collega l’Adriatico allo Ionio. Il progetto riguarda l’accesso al mare e il controllo degli spazi costieri; è di fatto un disegno permeato da scelte politiche e strategiche di lungo periodo, Il disegno prevede un albergo di lusso su circa 45 ettari di Sazan, investimento stimato in 1,4 miliardi di euro che produrrà circa 1.000 posti di lavoro. (L’Albania ha venduto l’isola ad un miliardo di dollari).
Ora vediamo il quadro completo. “Tutto è stato pianificato anni fa, prima l’aeroporto e poi l’isola militare di Sazan… Lì più che i resort interessano le strutture antiatomiche. L’isola è sempre stata strategica e ora, lo è per Israele che ambisce a proiettare la sua influenza fino all’Adriatico”, dice Eva Kushova, attivista per un turismo sostenibile in Albania, direttrice esecutiva dell’organizzazione no-profit albanese Destination Management Organization.
Il mosaico ora è completo. Gli interessi geostrategici.
Si profila con evidenza la “Santa alleanza” tra USA, alcuni Paesi Arabi, Israele, Grecia, Albania e Cipro. E la Turchia sbircia, preoccupata, da vicino.
Dal 2020 è operativo un gasdotto di cui abbiamo sentito parlare si chiama TAP.
Il TAP trasporta il gas azero verso l’Europa, attraversa Grecia e Albania partendo dal confine greco/turco (qui si collega al gasdotto turco Tanap). Poi si inabissa nel canale di Otranto per sfociare a San Foca nel Leccese e quindi entrare nella rete italiana Snam 17(La italiana Snam è associata a Excelerate, società energetica USA, e a Albgaz). A regime trasporta circa 10 miliardi di metri cubi l’anno di gas naturale. Nel 2012, Albania, Grecia e Italia firmano un memorandum d’intesa. Nel dicembre 2015 Snam S.p.A. perfeziona l’acquisizione della quota del 20%. Il gasdotto è operativo dal 31 dicembre 2020.
Nei pressi della spiaggia di San Foca, suggestiva località turistica, c’è Roca vecchia; importante sito archeologico. Questo antico insediamento Messapico è paragonato, per l’importanza strategica, alla antica città di Troia. La zona include anche la tutelata Grotta della Poesia.
Il TAP passa a 17 km da Sazan. Sazan conferma l’importanza della sua dimensione strategica come accesso alla Baia di Valona (sito designato dall’hub del gas albanese) e come filtro del Canale di Otranto; i due luoghi chiave funzionali al prosieguo del gasdotto verso l’Italia.
“Fier, Hub del gas per i Balcani”
A Fier, nei pressi di Valona (sempre Sazan come vigile sentinella), c’è un altro gasdotto in progettazione, che si innesta sul TAP e si chiama IAP (Gasdotto Ionico Adriatico), porterà il gas a una parte dell’Albania, alla Croazia, al Montenegro, al Kosovo e alla Bosnia ed Erzegovina.
“Il progetto consentirà non solo di produrre energia elettrica da LNG statunitense, ma anche di avviare l’Albania al commercio regionale di gas naturale, rafforzando l’integrazione energetica del Paese nel Sud-Est Europa”, dice il Ministro dell’Energia e delle Infrastrutture, Enea Karakaçi.
L’accordo trilaterale siglato con Stati Uniti e Grecia per la fornitura di gas naturale liquefatto (LNG) americano prevede lo sviluppo di nuove infrastrutture energetiche nel Paese. L’intesa è della durata di 20 anni a partire dal 2030.
Ma quella zona, scendendo verso la Grecia, è importante anche per un altro progetto.
Il gasdotto EAST MED.
Anche questo gasdotto (circa 2000 km) è in progettazione da vari anni, nel 2025 è stato inserito tra i progetti prioritari dell’Unione Europea. Il suo scopo è quello di portare, attraverso la Grecia, il gas israeliano e cipriota verso l’Europa, ha come attracco finale la città di Otranto. Nella sua parte terminale East Med si trasforma in Poseidon. Il gasdotto attraverso una linea a ridosso dalla costa di 130 km e raggiungerà Taranto, punto di interconnessione con la rete italiana dell’idrogeno (Tso).
A tutto questo si aggiungono anche i lavori dei nuovi metanodotti costruiti nel territorio; solo il TAP prevede lavori su ben 10 miliardi di metri cubi: L’ impatto ambientale è devastante. EastMed nasce circa 15 anni fa, da quando Israele è diventato un capace esportatore di gas alla ricerca famelica di nuovi mercati. Israele “spinge” sempre più per esportare il suo gas verso il nostro continente.
EastMed e Poseidon, intorno a cui sono convogliati gli enormi interessi delle multinazionali che sfruttano i giacimenti di Israele, sono indispensabili per l’economia di guerra israeliana.
Lo stretto di Otranto, oltre ad essere una importante via per quanto riguarda il passaggio del gas, è un nodo essenziale dei cavi sottomarini per le telecomunicazioni.
Le nuove rotte energetiche europee hanno come scopo primario quello della sostituzione del gas russo, oggi sceso dal 45% al 13%, già colpito dal divieto di esportazione verso l’Europa.
L’importanza per l’Italia di queste “Vie del gas”
“Mai come oggi siamo vicini a diventare un vero Hub”, afferma Pier Lorenzo Dell’Orco, Presidente di Proxigas. Infatti, negli ultimi anni, le nostre esportazioni di gas sono quintuplicate (2 miliardi metri cubi). L’Italia nella sua invidiabile posizione geografica, collocata al centro del Mediterraneo e protesa verso Levante e verso l’Africa, potrebbe diventare la porta di accesso verso il resto dell’Europa centrale. La penisola avrà un ruolo sempre più rilevante per quanto riguarda la logistica della “Via del gas”
“Vogliamo portare avanti la nostra visione strategica di un’Italia che può essere un hub energetico d’Europa, un ponte nel Mediterraneo per il collegamento tra l’Africa e il vecchio continente”, dice Giorgia Meloni al Forum internazionale del turismo 2023.
Nel PNNR ci sono 5,2 miliardi dedicati agli investimenti nelle reti e le infrastrutture, a partire da quelle energetiche e strategiche”.
Alcuni progetti sono già in atto:
La Repubblica ceca importerà petrolio dall’Iraq, attraverso l’oleodotto TAL. Il gas verrà consegnato via mare al porto di Trieste, da dove verrà pompato verso la destinazione.
Nel 2024, la Germania ha firmato un accordo con l’Algeria per la fornitura del gas. Nel progetto è coinvolta anche l’Italia, che è collegata attraverso il gasdotto Transmed, tra Tunisia e Mazara del Vallo.
Altro progetto è Il South-Central Corridor che importa l’idrogeno prodotto nel Nord Africa verso parte della Europa, soprattutto in Germania e Nord Italia.
Invece il South2 Corridor è un gasdotto che attraversa tutta l’Italia e l’Austria per poi entrare nella Germania meridionale.
“Ad ogni visita s’aggiunge un nuovo capitolo alla storia, sento una nuova brezza, annuso una nuova erba, scopro un nuovo paesaggio. Un arazzo di sensi. Davvero eccitante. È come essere dentro a una versione poetica di Jurassic Park. Sai cosa ti dico? Sazan non ha eguali nell’intero universo!”, Asher Abehsera. Presidente di Sazan Real Estate Development, partner operativo di Affinity Partners.

Testi e riferimenti-
https://www.albania-spirit.com/it/destinations/sazan-island
https://italbalkanika.al/lalbania-dice-addio-allisola-di-sazan
https://boattoursvlore.com/it/destinations/isola-sazan
https://www.vanityfair.it/article/sazan-isola-albanese-ivanka-trump-jared-kushner-edi-rama
https://theunderreport.io/p/sazan-documents-publishing-the-tender-and-the-masterplan-in-full
https://edition.cnn.com/2026/06/06/europe/ivanka-trump-kushner-luxury-resort-albania-intl
https://energiaoltre.it/ecco-come-litalia-sta-diventando-un-hub-energetico-per-il-nord-europa
https://www.ice.it/it/news/notizie-dal-mondo/303652
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Scadenze: 30 sett. (730) | 30 nov. (Redditi PF)




