L’Articolo 11 capovolto: ripudiare la pace, risolvere le controversie internazionali con la guerra. Ed è guerra senza ritorno.
A cura della redazione di Articolo 11 – p-artigiani della pace – 3 novembre 2025
Mentre gli investimenti in armi e modernizzazione atomica crescono, facendo presagire scenari apocalittici, i fondi globali destinati al disarmo e alla diplomazia multilaterale rimangono marginali: meno dell’1% della spesa militare complessiva. Il divario tra sicurezza militare e sicurezza umana si allarga, generando instabilità economica e sociale.
Ripresa dei test nucleari e trattato New START

Con una esternazione a sorpresa, il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di aver ordinato la ripresa dei test nucleari.1 Un gesto politico che, se attuato, romperebbe la moratoria mantenuta dagli Stati Uniti dal 19922, riaprendo la strada a una nuova era di tensione atomica.
L’annuncio arriva proprio mentre si avvicina la scadenza del trattato New START (febbraio 2026), l’ultimo accordo in vigore tra Washington e Mosca per limitare le testate strategiche. Il Trattato New START (Strategic Arms Reduction Treaty) è infatti l’accordo bilaterale di controllo degli armamenti nucleari strategici firmato tra Stati Uniti e Federazione Russa per limitare e verificare le armi nucleari a lungo raggio.
Le conseguenze del mancato rinnovo entro febbraio 2026 potrebbero essre devastanti per l’equilibrio strategico e per l’intero sistema di norme costruito negli ultimi trent’anni intorno al disarmo. Inoltre, un test, oltre a richiedere anni di preparazione e investimenti miliardari sottratti alla spesa sociale, riapre tensioni con gli alleati. Rompere la norma del CTBT (Comprehensive nuclear-test-ban treaty) significherebbe legittimare la corsa al riarmo delle alter potenze: Russia, Cina, India, Pakistan, e la Corea del Nord.
«Ogni test nucleare è un esperimento sul corpo dell’umanità.»Dal testo
Dietro la retorica della forza si nasconde una verità ignorata: i test atomici hanno lasciato in eredità regioni contaminate e generazioni colpite da malattie. Lo scienziato Dmitry Kalmykov ha documentato a Semipalatinsk in Kazakistan4 gli effetti delle radiazioni: tumori, mutazioni genetiche, devastazione ambientale. Ogni annuncio di nuovi test ci rimanda con la memoria alle vittime di Hiroshima, Nagasaki e dei 2.000 test condotti nel XX secolo.
La realtà dei numeri: 80 anni di test nucleari
| Paese | Numero di test | Periodo | Stato attuale |
|---|---|---|---|
| Stati Uniti | 1.030 | 1945–1992 | Moratoria; CTBT firmato, non ratificato |
| URSS/Russia | 715 | 1949–1990 | Ratifica CTBT revocata nel 2023; nessun test recente |
| Francia | 210 | 1960–1996 | CTBT ratificato |
| Cina | 45 | 1964–1996 | CTBT firmato, non ratificato |
| Regno Unito | 45 | 1952–1991 | CTBT ratificato |
| India | 3 | 1974–1998 | Non firmataria |
| Pakistan | 2 | 1998 | Non firmataria |
| Corea del Nord | 6 | 2006–2017 | Unica potenza ad aver testato nel XXI secolo |
| Israele | 1 | 1979 * | CTBT non firmato |
* per il caso Israele vedi scheda di approfondimento in ultima pagina
Riprendere i test atomici non rafforza nessuno. È un passo indietro nella civiltà, un gesto che trasforma la paura in politica. In un mondo che ha bisogno di cooperazione e disarmo, tornare a parlare di esplosioni nucleari è un insulto alla ragione e alla memoria. Ogni test nucleare è un esperimento sul corpo dell’umanità. Trump promette di dimostrare forza, ma la forza vera oggi è impedire l’irreparabile: la contaminazione, la destabilizzazione, l’idea folle che la guerra nucleare possa essere vinta.
Mossa Tattica?
Magari si può essere indotti a pensare che la dichiarazione da parte del Presidente americano possa essere solo una mossa politica di propaganda per dissuadere i competitors dal procedere. E’ questa l’ipotesi avanzata dal Fatto quotidiano.5
“ Nel giro di meno di un anno, il know-how scientifico russo ha prodotto quattro assi: […] In poche parole: il Burevestnik e il Poseidon ‘garantiranno la parità strategica per tutto il 21° secolo’.” link
E’ di oggi la notizia, riportata dalla rivista Newsweek, secondo la quale gli Stati Uniti si appresterebbero a condurre un test di un missile balistico intercontinentale, che può essere armato con una testata nucleare.6
La crescita della spesa militare
La corsa al riarmo nucleare si intreccia con una crescita senza precedenti della spesa militare globale. Secondo i dati SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute) 2024, la spesa militare globale ha raggiunto la cifra record di 2.718 miliardi di dollari, segnando un aumento del 9% rispetto all’anno precedente, il più forte dai tempi della Guerra Fredda. Questa tendenza, la decima consecutiva, è alimentato da tensioni geopolitiche e conflitti, con incrementi notevoli in Europa e Medio Oriente.8
La distribuzione globale della spesa militare (2024)
| Area/Paese | Spesa Militare Mld (USD) | % del Totale Mondiale | Tendenza |
|---|---|---|---|
| Stati Uniti | 916 | 37,5% | In aumento (+2%) |
| Cina | 296 | 12% | In aumento (+6%) |
| Russia | 109 | 4,5% | In aumento (+8%) |
| India | 84 | 3,4% | In aumento (+4%) |
| Arabia Saudita | 75 | 3,1% | In lieve calo (-1%) |
| Europa (UE) | 382 | 15,6% | In forte aumento (+7%) |
Nel 2025 la sola Europa (UE) prevede 6800 mld di euro entro il 2035 di spesa militare, la metà in armi, a carico degli stati. Per convincere le opinioni pubbliche il piano cambia nome e si chiamerà “Preserving Peace”. Ancora un paradosso.
Il ritorno alla logica dell’arma totale rappresenta una regressione culturale e politica. Invece di consolidare la sicurezza, la moltiplicazione delle spese militari produce nuove vulnerabilità e spinge verso una soglia di non ritorno.

La mappa mostra in sintesi le aree del mondo coinvolte nei processi di riarmo e nei trattati di disarmo nucleare nel 2025. Le zone in grassetto indicano programmi di modernizzazione o espansione degli arsenali, mentre in corsivo di denuclearizzazione o cooperazione pacifica. L’analisi mette in luce una contraddizione evidente: il divario tra le potenze impegnate nel riarmo e le regioni che investono nella pace e nel disarmo si approfondisce. Le aree denuclearizzate restano ancora minoritarie, ma rappresentano un modello politico e giuridico alternativo al paradigma della deterrenza.
Il Congresso di Nagasaki e il disarmo globale
Il 24° Congresso mondiale di IPPNW (International Physicians for the Prevention of Nuclear War) si è tenuto a Nagasaki, in Giappone, dal 2 al 4 ottobre 2025, per commemorare l’80° anniversario dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki e per promuovere il disarmo nucleare. Un Congresso Studentesco si è tenuto il 1° ottobre 2025. La conferenza si è conclusa con la “Dichiarazione di Nagasaki”, che esorta gli stati dotati di armi nucleari a fermare l’espansione dei loro arsenali e a evitare i preparativi per una guerra nucleare. link
I bombardamenti atomici statunitensi di Hiroshima e Nagasaki, 80 anni fa, hanno messo in luce la fragilità del nostro mondo nell’era nucleare. Il tabù sull’uso delle armi nucleari dal 1945 si sta ora erodendo. Facciamo nostre le parole del Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres: “L’umanità è a un solo malinteso, a un solo errore di calcolo di distanza dall’annientamento nucleare”. Come medici, comprendiamo che dobbiamo prevenire ciò che non possiamo curare e la guerra nucleare è una catastrofe da cui non ci sarà ripresa. Uniamo le nostre voci a quelle degli Hibakusha qui a Nagasaki nel chiedere un’azione per un mondo più pacifico e la prevenzione della guerra nucleare come imperativo assoluto che richiede l’eliminazione delle armi nucleari.” “L’unica sicurezza possibile è l’abolizione totale delle armi nucleari.” Una presa di posizione che risuona come risposta diretta all’irresponsabilità dei leader che tornano a evocare la bomba come strumento politico. Solo un approccio multilaterale, fondato su fiducia reciproca, verifiche e cooperazione economica, potrà ridurre la pressione del riarmo e aprire la via a un nuovo ordine di sicurezza condivisa.
Conflitti attivi e impatti (novembre 2025)
Nelle due figure che seguono è possibile vedere: (1) la mappa dei conflitti attivi nel mondo come espressione della cosiddetta “Terza Guerra mondiale a pezzi” (fig.1); (2) le drammatiche conseguenze dei conflitti in corso in Palestina e in Europa centrale, dal punto di vista delle vittime soprattutto civili, dei danni ambientali, sanitari ed economici (fig.2)
Figura 1 — Conflitti attivi nel mondo – novembre 2025
| Area / Paese | Attori principali | Cause e interessi strategici | Situazione attuale (2025) |
|---|---|---|---|
| Gaza – Israele / Palestina | Israele, Hamas, Iran, USA, Egitto | Controllo del territorio, sicurezza, influenza regionale, corridoi energetici. | Guerra d’attrito senza cessate il fuoco; crisi umanitaria estrema. |
| Ucraina | Russia, Ucraina, NATO (USA, UE) | Espansione NATO, controllo energetico e territoriale del Donbass e del Mar Nero. | Conflitto statico di logoramento; sanzioni e militarizzazione UE. |
| Libano / Siria meridionale | Hezbollah, Israele, Iran, USA | Estensione del fronte di Gaza; contrapposizione tra asse iraniano e Israele. | Bombardamenti reciproci e rischio di guerra regionale. |
| Yemen – Mar Rosso | Houthi (sostenuti dall’Iran), Arabia Saudita, USA, UK | Controllo delle rotte commerciali e dello stretto di Bab el-Mandeb. | Attacchi Houthi alle navi; coalizione navale occidentale attiva. |
| Sudan | Esercito (SAF) vs. RSF (Rapid Support Forces) + potenze regionali | Controllo dell’oro e delle vie verso il Mar Rosso. | Guerra civile ad alta intensità, rischio di frammentazione statale. |
| Etiopia – Amhara e Oromia | Governo federale, milizie etniche | Centralizzazione del potere e conflitti etnici interni. | Scontri intermittenti; tregue fragili. |
| Repubblica Democratica del Congo (Est) | Governo congolese, M23, Ruanda | Controllo di coltan, oro e miniere di terre rare. | Offensiva M23 in corso; interferenze ruandesi e ugandesi. |
| Sahel (Mali, Niger, Burkina Faso) | Giunte militari, gruppi jihadisti, Russia (Wagner), Francia (ex presenza) | Controllo delle risorse e influenza geopolitica post-francese. | Guerre asimmetriche e alleanze filo-russe consolidate. |
| Myanmar | Giunta militare, Esercito di liberazione popolare, minoranze etniche | Resistenza al colpo di Stato del 2021; autonomia etnica. | Guerra civile generalizzata; governo perde territori. |
| Israele – Cisgiordania | Coloni israeliani, popolazione palestinese, forze israeliane | Espansione degli insediamenti, apartheid territoriale. | Violenza diffusa e militarizzazione costante. |
| Haiti | Gang armate, governo debole, missione ONU | Crollo istituzionale, povertà estrema, controllo delle gang. | Crisi di sicurezza e intervento internazionale. |
| Nagorno-Karabakh / Armenia – Azerbaigian | Azerbaigian, Armenia | Controllo del corridoio di Zangezur e dell’ex Artsakh. | Esodo armeno, controllo azero consolidato, tensioni irrisolte. |
| Taiwan – Mar Cinese Meridionale | Cina, USA, Taiwan, Filippine, Giappone | Supremazia marittima e tecnologica. | Pressione militare cinese, esercitazioni USA; crisi latente. |
| Corea (Nord vs Sud) | Corea del Nord, Corea del Sud, USA, Cina | Nucleare, sicurezza e deterrenza. | Crescita dei test missilistici; dialogo congelato. |
| Iran – Golfo Persico | Iran, USA, Israele, Arabia Saudita | Nucleare e controllo dei flussi petroliferi. | Confronto indiretto, sabotaggi e sanzioni. |
| Honduras / America Centrale | Narco-cartelli, forze statali | Crimine organizzato, collasso istituzionale. | Violenza cronica, militarizzazione urbana. |
Figura 2 — Danni stimati di guerra (Palestina, Europa centrale)

Nota sulle fonti
Le stime e le informazioni contenute nel documento derivano da fonti ufficiali, istituzionali e giornalistiche verificate aggiornate tra marzo e ottobre 2025, integrate in modo comparativo.
- Gaza / Striscia di Gaza — OCHA, WHO Health Cluster, UNEP/UNRWA e World Bank RDNA, Ministry of Health (Gaza), Al Jazeera / Reuters / The Guardian (apr–mag 2025).
- Ucraina — OHCHR, WHO SSA 2025, World Bank–EC–UN RDNA 2025, KSE Institute (nov 2024), EC/JRC 2025, ICG CrisisWatch e IISS 2024.
- Russia (territorio e impatto interno) — Reuters, AP News, Financial Times, SIPRI 2025, Ministero delle Finanze RF (bilancio 2025).
Le cifre sono valori medi prudenziali, derivate da range indicati da più fonti. Dove mancano dati ufficiali comparabili (es. Russia interna), si utilizzano stime documentate e notizie confermate da almeno due agenzie indipendenti. Tutte le unità ambientali sono espresse in MtCO₂e (milioni di tonnellate di CO₂ equivalente)
Quali proposte possibili
| Obiettivo | Azioni |
|---|---|
| Rilanciare la diplomazia del disarmo | Riaprire i negoziati multilaterali per un New START 2.0, includendo nuovi attori (Cina, India, Regno Unito, Francia); Promuovere la ratifica universale del CTBT, con monitoraggio indipendente e trasparente; Rafforzare il sistema ONU–IAEA per gli standard di sicurezza dei materiali fissile e l’uso sicuro dell’energia nucleare per scopi civili |
| Investire nella sicurezza umana | Destinare almeno il 10% della spesa militare mondiale a programmi di salute, educazione e clima; Creare un Fondo internazionale per la riconversione industriale bellica, sostenendo la transizione verso tecnologie civili; Proteggere gli scienziati del disarmo e la ricerca indipendente sui rischi nucleari |
| Costruire fiducia e trasparenza | Istituire un registro globale pubblico delle testate e dei materiali nucleari; Promuovere l’educazione al disarmo nei programmi scolastici e universitari |
Note
- 1. https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/10/30/trump-ordina-la-ripresa-dei-test-sulle-armi-nucleari_b450b5df-f96b-49e1-be5f-140fa967ec61.html
- 2. https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/mondo/2025/10/30/trentanni-fa-il-trattato-che-vieto-i-test-nucleari_902b9e56-20f6-4394-b829-64a135c7313b.html
- 3. Wikipedia (nota storica su test Corea del Nord, 2006)
- 4. https://www.theguardian.com/environment/ng-interactive/2025/apr/15/atomic-secrets-a-chornobyl-scientist-warns-of-a-toxic-future
- 5. https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/01/test-nucleari-usa-trump-annuncio-notizie/8181394/
- 6. https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/imminente-test-missile-balistico-nucleare-usa-base-di-lancio-e-destinazione-ultime-news_6nPV9ZMrHJlfh2kbQiJ0qR
- 7. https://sbilanciamoci.info/economia-di-guerra-permanente/
- 8. https://www.peacelink.it/disarmo/il-nuovo-rapporto-sipri-sulla-spesa-militare-tocca
- 9. SIPRI — Yearbook 2025; ACLED — dataset e report regionali
MANIFESTO — “Articolo 11 – p-artigiani della pace”
- NO alla logica della guerra come strumento di potere.
- NO alla crescita cieca delle spese militari mentre i popoli chiedono giustizia e lavoro.
- NO all’Italia in guerra.
- NO all’individuazione la Russia come nemico.
- NO all’uso delle basi Nato e Usa del nostro Paese in operazioni di guerra.
- NO alla militarizzazione delle scuole.
- NO alla manipolazione della paura e alla cultura dell’odio.
- SÌ al Diritto internazionale come punto di riferimento per la risoluzione delle controversie tra i popoli.
- SÌ alla neutralità attiva dell’Italia e dell’Europa, ponte tra i popoli.
- SÌ alla scienza al servizio della vita, non della distruzione.
- SÌ all’arte, alla conoscenza e alla cooperazione come forme di difesa collettiva.
*ISRAELE E IL TEST NUCLEARE VELA — Cronologia, indizi e coperture (1950–2025)
1952–1963 – Origini del programma nucleare Fondazione della Israel Atomic Energy Commission (1952) e costruzione del reattore di Dimona nel Negev con assistenza francese. Il reattore entra in funzione nel 1963, ufficialmente per scopi di ricerca ma in realtà orientato alla produzione di plutonio. Gli Stati Uniti accettano ispezioni solo parziali e non rilevano l’attività militare. Dimona resta il fulcro del programma.
1967–1973 – La deterrenza nascosta Durante le guerre del 1967 e 1973 Israele dispone probabilmente di 2–3 ordigni rudimentali. Golda Meir adotta la politica di ‘opacità nucleare’: né confermare né smentire. Nel 1969 l’accordo Nixon–Meir sancisce l’intesa tacita: nessuna pressione americana finché Israele non effettui test o dichiarazioni pubbliche.
1974–1978 – Collaborazione con il Sudafrica Fonti militari sudafricane declassificate attestano cooperazione tecnico-nucleare con Israele. Possibile scambio di uranio e tecnologia missilistica Jericho. L’interesse comune è un test sperimentale in area remota dell’Atlantico meridionale.
22 settembre 1979 – L’INCIDENTE VELA Il satellite americano Vela 6911 rileva un ‘doppio lampo’ ottico tipico di un’esplosione nucleare di bassa potenza (2–3 kilotoni) tra le isole Crozet e il Sudafrica. I laboratori Sandia confermano la compatibilità con un test atmosferico. L’evento resta il principale indizio di un test nucleare segreto israelo-sudafricano.
1979–1980 – L’inchiesta e il silenzio Rapporti CIA e DIA concludono che il fenomeno è ‘altamente compatibile con un test nucleare atmosferico’. L’amministrazione Carter decide di non confermare pubblicamente per non compromettere gli accordi di Camp David e il trattato SALT II. I documenti parlano di una valutazione ‘politicamente inconcludente’.
1986 – Le rivelazioni di Vanunu Il tecnico Mordechai Vanunu rivela al Sunday Times immagini e dati su Dimona: produzione di plutonio e miniaturizzazione delle testate. Le sue dichiarazioni rafforzano l’ipotesi di test riusciti. Rapito a Roma dal Mossad, verrà condannato a 18 anni di prigione.
1990–2000 – Declassificazioni e ammissioni implicite Documenti sudafricani post-apartheid confermano cooperazione nucleare con Israele. Ex alti funzionari USA (Turner, Brown) ammettono che il test del 1979 fu ‘quasi certamente israeliano’. Nessuna ispezione AIEA completa su Dimona, che rimane fuori dai trattati di controllo.
2019 – Riapertura del caso Il National Security Archive di Washington pubblica dossier CIA e analisi tecniche: convergenza di dati ottici, politici e scientifici verso l’ipotesi di test nucleare segreto israeliano. Nessuna ammissione ufficiale da Tel Aviv o Pretoria.
2025 – Stato attuale Israele non aderisce al TNP né al CTBT. Nessun test recente rilevato dai sistemi internazionali (CTBTO). Gli archivi USA e israeliani sull’incidente Vela restano parzialmente segreti. La questione rimane simbolo dell’ambiguità nucleare israeliana.
Fonti principali — National Security Archive; Wilson Center; CIA/DIA declassificati; Avner Cohen; Pretoria Archives; Sandia Laboratories; Sunday Times (1986).

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Scadenze: 30 sett. (730) | 30 nov. (Redditi PF)




