Agesci-Bari 10 e comitato Articolo 11 insieme per una scossa di pace

Una manifestazione al quartiere San Paolo? E’ la prima volta… no, forse se n’è fatta una tanti anni fa… Così commenta la gente, aggiungendo “finalmente”: ieri, sabato 4 luglio, una striscia colorata ha sfilato per i grandi viali di quella periferia di Bari che si estende sempre più fra Modugno e l’aeroporto, ma dove ognuno si salva da solo. Dove il sabato sera si può passare solo in pizzeria o facendo la fila ai furgoni di fast food, unico punto di aggregazione sociale.
Un quartiere apparentemente tranquillo, ma nelle cui case si stratificano situazioni e problemi sociali di ogni genere. Ecco perché una periferia è particolarmente interessata a manifestare contro la guerra e contro il riarmo: i primi a pagare le conseguenze nefaste dell’aumento delle spese militari con i soldi strappati alle spese sociali sono naturalmente loro, quelli che hanno atteso anni persino per avere dei mezzi pubblici adeguati per raggiungere “Bari”, che non sentivano neanche come la loro città, e che solo recentemente possono circolare senza temere di incappare in sparatorie per strada. Ma circolare per andare dove? A parte la fortuna di avere un ospedale per il quale si è aspettato decenni, per qualsiasi altra cosa occorre andare “a Bari”: non ci sono servizi, c’è rimasto un solo ufficio postale, in quanto l’altro è stato chiuso, e anche dei due parchi esistenti uno non è in funzione perché i lavori sono bloccati. Non esistono punti di ritrovo per i ragazzi ed è visibile ancora tanto degrado, figlio di politiche inesistenti, soprattutto nella periferia della periferia.
Per questo la “Marcia della pace” ha rappresentato ancor più un momento di gioia e di speranza, l’idea di non essere dimenticati almeno da chi lotta per un mondo più giusto.

La Marcia, organizzata dal gruppo scout Bari 10 e il Comitato Art. 11- L’Italia ripudia la guerra con il contributo della Casa del Popolo di Modugno, ha preso avvio in Piazza Europa intorno a un’enorme planisfero su cui sono stati segnalati con diversi colori, secondo il grado di intensità, i 54 conflitti in atto nel mondo. Dopo la presentazione del Capo Scout Agesci Bari 10, Francesco Sinisi, ha preso la parola Matteo Magnisi del Comitato art. 11 per sottolineare l’importanza di un’alleanza ai fini della pace, come quella che ha portato a questa marcia, mentre in questo momento nel mondo si creano alleanze per fare guerre e si cercano nemici per giustificare il riarmo e i conflitti. Poi, sotto lo sguardo incuriosito dei bambini, ha spiegato il significato della mappa, facendo osservare che praticamente tutte le aree del pianeta sono interessate da conflitti e che nello stretto di Hormuz si sta coagulando quella guerra mondiale che Papa Francesco aveva definito “a pezzi”. Cartellini rossi che indicano “alta intensità” sono presenti anche sull’Europa, dove, pur non notandosi uno stato belligerante, si producono le armi e si formano le alleanze per le altre guerre, motivo per cui è fondamentale vigilare sui nostri porti da cui si esportano armamenti. Ma ci sono anche dei cartellini bianchi che indicano conflitti risolti con trattative e quindi “congelati”, denotando l’importanza della negoziazione diplomatica e della volontà di pace, come dovrebbe essere per l’Italia, uno dei pochi stati che contiene nella propria costituzione il ripudio della guerra. Infine, Matteo ha presentato la petizione promossa dal Comitato, finalizzata a far recedere il governo dall’accordo che porta le spese militari ad almeno 120 miliardi, prevedendo l’aumento al 5% del Prodotto Interno Lordo, una cifra che si rivelerà deleteria per la società italiana.

Intorno alle ore 20 i partecipanti si sono avviati, ciascuno con una collana col simbolo della pace, portando due gigantesche bandiere con i colori dell’arcobaleno, una delle quali costituita in realtà da lenzuola colorate che si gonfiavano e sventolavano nell’imbrunire ventoso, così come gli striscioni che risultava difficile mantenere fermi, fra i quali uno contro il riarmo e un altro contro il genocidio, portato dalla rappresentanza della comunità palestinese di Bari. Sono stati inoltre distribuiti volantini a fumetti appositamente elaborati per far comprendere anche ai più piccoli le problematiche connesse al riarmo e alla guerra.

Al loro passaggio gli automobilisti suonavano i clacson vedendo bambini, giovani e famiglie insieme per rivendicare il diritto a un futuro senza guerre. Nastrini, lenzuola colorate, cartoncini con il segno della pace irideggiavano su un tappeto di fischi, grida e inni alla pace, slogan di condanna del riarmo, battiti di tamburi e di ogni altro oggetto rumoroso. Cori antimilitaristi intonati con chitarra amplificata hanno unito la gioia di partecipanti di ogni età: bambini e ragazzi con le loro divise degli scout e gente del quartiere, alcuni ballavano e tutti accompagnavano con le mani.

Dopo un percorso serpeggiante dalla zona nuova a quella storica del CEP, i partecipanti si sono concentrati nel Giardino di Piazza Romita, dove sono stati distribuiti nasti colorati da legare agli alberi in ricordo dell’impegno per la pace. Infine si sono tenuti i discorsi conclusivi: l’educatore Raffaele Diomede ha parlato di Nelson Mandela e della sua lunga lotta contro l’apartheid, e Luisa Verdoscia, Presidente del Terzo Municipio di Bari, ha fra l’altro richiamato il concetto che la pace inizia da ciascuno di noi, quindi è importante il rispetto e la costruzione delle relazioni umane anche in qualsiasi ambito della vita quotidiana.
Come gran finale, le canzoni contro la guerra cantate dal Coro delle Paci, che l’instancabile tenacia di Margherita Milone è riuscita a impegnare per la manifestazione, con il prezioso accompagnamento alla chitarra di Roberto Dammicco.
Organizzare una marcia fra componenti diverse e in un ambiente nuovo è stata forse una scommessa, ma una scommessa vinta, visto il risultato che dimostra quanto sia prolifica la politica di gettare ponti e costruire alleanze individuando affinità e superando le differenze. Forse non avremo smosso montagne, ma abbiamo un po’ riempito i cuori e diffuso l’idea che qualcosa si può e si deve fare.

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Scadenze: 30 sett. (730) | 30 nov. (Redditi PF)



