
Perché il mondo potrebbe ritrovarsi senza regole sulla deterrenza nucleare tra USA e Russia (dal 5 febbraio 2026)
Antonella Reina
Il New START è l’ultimo grande accordo rimasto tra Stati Uniti e Russia per limitare le armi nucleari strategiche. La sua scadenza il 5 febbraio 2026 rischia di aprire un vuoto di regole con conseguenze potenzialmente destabilizzanti per la sicurezza globale.
Riprendiamo qui le mosse dal nostro precedente articolo sul grave rischio dell’escalation atomica. (Paradosso Atomico)
Negli ultimi anni il sistema internazionale ha visto indebolirsi quasi tutti i meccanismi di controllo degli armamenti. Il New START è l’ultima “diga” rimasta nel rapporto nucleare tra le due principali potenze atomiche. Se cade anche questa, si entra in una fase nuova: una deterrenza senza limiti condivisi.
Che cos’è il New START (in sintesi)
Il Trattato New START: (a) fissa un limite massimo di 1.550 testate nucleari strategiche schierate per parte; (b) limita a 700 i vettori operativi (missili balistici intercontinentali, missili lanciati da sottomarini, bombardieri strategici); (c) include un sistema di trasparenza e verifiche (ispezioni, scambio dati), pensato per ridurre sospetti e incomprensioni. In altre parole: non elimina il nucleare, ma impedisce la corsa incontrollata e riduce il rischio di escalation per errore o panico.
La data chiave: 5 febbraio 2026
Il Trattato scade il 5 febbraio 2026. È un punto cruciale perché l’accordo è già stato prorogato nel 2021 e oggi non esiste un sostituto pronto. Senza New START non rimane alcun vincolo giuridico operativo tra USA e Russia sulle armi nucleari strategiche. Questo scenario viene definito dagli analisti come rischio di “vuoto strategico”.
Il nodo relativo alle ispezioni
Il New START non è solo una lista di numeri: funziona perché permette di controllare, verificare e misurare. Negli ultimi anni le ispezioni sul campo sono state sospese (prima Covid, poi tensioni geopolitiche), e la fiducia si è erosa. Risultato: anche se i limiti esistono, senza controlli reali cresce l’incertezza e quindi l’incentivo a riarmarsi.
La proposta di Putin
La proposta di Putin prevedeva di mantenere per un periodo breve (ad esempio un anno) i limiti numerici, evitando però un pieno ritorno al sistema di verifiche. Tradotto: “congeliamo i numeri, ma senza controllo reciproco pieno”. Questa formula riduce l’affidabilità dell’intesa ma può impedire il salto nel buio immediato. Trump, pur dichiarandosi a favore della denuclearizzazione, si trova a valutare con cautela la proposta russa di prorogare il New START di un ulteriore anno, soprattutto dopo che Mosca ha sospeso unilateralmente la propria partecipazione al trattato nel marzo 2023 in risposta al crescente sostegno militare degli USA all’Ucraina. Nonostante questa sospensione, l’accordo sui limiti quantitativi è rimasto formalmente in piedi sebbene rimasto privo di meccanismi di verifica e più fragile sotto il profilo politico. (https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/lincognita-new-start-223350 Giuseppe di Luccia)
La posizione USA: il fattore Cina
La risposta americana è ambivalente: mantenere limiti sarebbe utile, ma senza ispezioni non ci sono garanzie. Inoltre pesa il fattore Cina: cresce l’idea che una futura architettura debba includere anche Pechino, ma la Cina non ha incentivi a entrare in un trattato nato dal duopolio USA–Russia. Il rischio: mentre si invoca un accordo “a tre”, si perde anche l’ultimo accordo “a due”.
La deterrenza non è stabilità
Nel dibattito internazionale cresce la normalizzazione del nucleare come strumento politico. In particolare in questa congiuntura geopolitica la deterrenza non è stabilità: è un equilibrio fragile, che può cedere per errore, incidente o escalation involontaria. Da qui l’appello a non trattare l’apocalisse come ipotesi gestibile: il disarmo e il controllo degli armamenti restano scelte razionali di sicurezza collettiva. Francesco Vignarca ( https://ilmanifesto.it/il-mondo-continua-a-giocare-con-lapocalisse)
Cosa si rischia se il New START salta
Se il trattato decade senza ponte né sostituzione si rischia pesantemente:
(A) ritorno della corsa agli armamenti.
(B) maggior rischio di errore e incomprensione;
(C) effetto domino sulla non proliferazione.
Quando non esistono regole condivise aumentano sospetti, posture aggressive e rischi di escalation involontaria.
Scenari possibili (2026–2027)
1 — Vuoto totale: il trattato scade e non esiste alcun accordo provvisorio.
2 — Congelamento politico: si continuano a rispettare i limiti per breve tempo senza trattato pieno.
3 — Nuova intesa: riparte un negoziato per un sistema rinnovato (difficile ma strategicamente necessario).
Conclusione
Il controllo degli armamenti non è un lusso diplomatico: è un dispositivo di sicurezza collettiva. Senza regole condivise, la deterrenza diventa inefficace. A pochi giorni dalla scadenza del 5 febbraio 2026, la questione non è solo “quante armi”, ma quale sicurezza si vuole garantire al prossimo futuro
Fonti
- La scadenza del Trattato New START e il rischio di un vuoto strategico – AffariInternazionali
https://share.google/XCkkWtY8nn130Ko7M - Il trattato New START: sarà un addio o un semplice arrivederci – Mondo Economico
https://mondoeconomico.eu/istituzioni-e-conflitti/il-trattato-new-start-sara-un-addio-o-un-semplice-arrivederci
- New START, proposta di Putin: gli USA devono rispondere
https://share.google/VGSRneDOBf9ZBlFog - Il mondo continua a giocare con l’apocalisse – il manifesto (Francesco Vignarca)
https://ilmanifesto.it/il-mondo-continua-a-giocare-con-lapocalisse - Paradosso Atomico. Antonella Reina https://articolo11blog.wordpress.com/2025/11/09
- https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/lincognita-new-start-223350 Giuseppe di Luccia
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