[di Andrea Catone]

Proposto da “Articolo 11- l’Italia ripudia la guerra” si è svolto a Bari giovedì 9 aprile un incontro per cooperare in iniziative comuni rivolte agli studenti di scuole superiori e università e a tutti i giovani in età di leva contro il ripristino della leva obbligatoria e per l’obiezione di coscienza al servizio militare.
Ha introdotto Andrea Catone per Articolo 11. Ha illustrato a grandi linee le finalità dell’incontro: costruire con gli studenti delle scuole superiori e dell’università (e in prospettiva con tutti gli altri giovani che non sono nei luoghi di studio) un movimento di massa organizzato contro l’introduzione del servizio di leva obbligatorio e per il rifiuto di arruolarsi per la guerra, che è divenuta la cifra principale delle politiche dell’Occidente, della UE e dell’Italia. Ha illustrato rapidamente alcune iniziative in corso intorno al tema dell’opposizione alla leva obbligatoria e del rifiuto di arruolarsi:
A) le iniziative nazionali e internazionaliste intraprese dagli attivisti di OSA e Cambiare Rotta con i presidi del 5 marzo in diverse città italiane, in concomitanza con la nuova ondata di scioperi scolastici e manifestazioni in diverse città della Germania, seconda tappa di una mobilitazione iniziata lo scorso dicembre contro la crescente militarizzazione del Paese. Il 21 marzo si è tenuto a Milano un convegno internazionalista ed è stata proclamata una mobilitazione di scuole e università per il 7 e 8 maggio
B) la campagna “R1pud1a”, avviata da Emergency cui hanno aderito diversi comuni e scuole. Emergency propone di sottoscrivere una dichiarazione semplice ed essenziale, “Io obietto la guerra”, con cui si rifiuta l’uso delle armi, si manifesta contrarietà a qualsiasi ipotesi di ripristino del servizio militare e indisponibilità ad aderirvi; ci si impegna a difendere l’articolo 11 e tutti i principi costituzionali, nonché a costruire una comunità di pace.
C) la campagna “Un’altra difesa è possibile”, avviata con la proposta di una legge di iniziativa popolare, depositata a metà marzo dalla Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci!, per l’istituzione di un dipartimento presso la presidenza del consiglio di difesa civile non violenta.
D) L’attività dell’ “Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università”, con corsi di formazione, seminari per docenti e studenti, come quello a Milano il 15 aprile – Noi non ci arruoliamo! Formazione sulle proposte di introduzione della leva militare: conoscerle per combatterle, con Serena Tusini – o a Torino il 17 aprile – Il trauma della guerra tra storia, economia, diritto, educazione dalla prima guerra mondiale ad oggi –.
E) La campagna del “Movimento non violento” di obiezione alla guerra
avviata tempo fa e su cui si continuano a raccogliere firme nei banchetti, come a Firenze, con un discreto interesse e partecipazione dei giovani.
Bartolomeo di OSA interviene da remoto e illustra le mobilitazioni sinora tenute, l’importante convegno internazionale e internazionalista di Milano e rilancia le manifestazioni promosse dai collettivi OSA per il 7 maggio, in concomitanza con lo sciopero della scuola già indetto dai sindacati di base, e a ridosso della giornata internazionale dell’8 maggio contro il ripristino della leva e la militarizzazione delle scuole.
Rosa Siciliano, direttrice editoriale della rivista di Pax Christi“Mosaico di Pace”, fondata da don Tonino Bello nel 1964, espone le iniziative promosse e sostenute da Pax Christi contro il riarmo e l’export di armi verso zone di guerra. In particolare “Fari di pace”,finalizzata a monitorare e contrastare il traffico di armi nei porti italiani. Ricorda l’importanza di difendere la Legge 185/90, che il governo vuole depotenziare e snaturare. La LIP proposta da Pace e Disarmo per un dipartimento di difesa civile non violenta è uno strumento importante per opporsi alla cultura di guerra.
A questo proposito Michele Lucivero, dell’Osservatorio contro la militarizzazione di scuole e università, illustra, anche con l’ausilio di un PPT quelli che considera gravi limiti e ambiguità della proposta, che potrebbe, in una eterogenesi dei fini, invece che liberare i giovani dall’obbligo della leva, arruolarli comunque sotto le spoglie del servizio di difesa civile. La guerra moderna, infatti, come le direttive della NATO illustrano chiaramente, combina il civile e il militare, con la CIMIC (Civil-militarycooperation), e il “doppio uso” di tecnologia, mezzi, persone. La critica di Lucivero riprende e approfondisce le critiche esposte da Serena Tusini, insegnante di scuola media attiva nell’Osservatorio contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università [cfr. La guerra igiene del mondo (politico)].
Ad esse ha replicato qualche giorno fa Alfio Nicotra, coordinatore della Rete Pace e Disarmo, La Difesa nonviolenta nemica irriducibile della guerra come igiene del mondo.
Flavio Luperto, coordinatore di Emergency in Puglia e Basilicata, illustra le numerose iniziative promosse su scala nazionale e locale, sottolineando alcuni successi e punti di forza, in particolare della campagna R1PUD1A, alla quale hanno aderito più di 650 Comuni (tra cui Bari), oltre 1500 scuole, 300 spazi culturali. Emergency, anche per la stima generale e la notorietà del suo fondatore Gino Strada, e la sua attività umanitaria in tutti i continenti, non ha difficoltà ad entrare in scuole e università, ai cui inviti deve talora rinunciare per mancanza di volontari che possano andare ad illustrare le iniziative contro la guerra, il riarmo, la leva obbligatoria. La sede dell’ANCI di Puglia espone in bella vista un grande striscione “ANCI Puglia R1PUD1A la guerra”. La proposta si presenta chiara, essenziale, unitaria.
Edoardo del Monte (Cambiare rotta), concorda con la critica di Lucivero alla LIP di Pace e Disarmo, e, riallacciandosi al precedente intervento di Bartolomeo, illustra ulteriormente le iniziative contro il ripristino della leva obbligatoria, rimarcando come sia ancora abbastanza difficile rapportarsi con la grande massa degli studenti, che, per i mutamenti strutturali intervenuti nella società e nella cultura, sono di fatto disgregati e chiusi in circoli ristretti; anche fare volantinaggio davanti alle scuole non è facile. Occorre trovare le modalità più adeguate per la comunicazione e, soprattutto, per l’organizzazione e mobilitazione di massa degli studenti.
La gran parte degli intervenuti – Patrizia Pastore, di Casamassima (che ha sottolineato anche l’importanza di un linguaggio non subalterno al patriarcato) Graziano Montanari(Costruttori di Pace, Putignano), Matteo Magnisi, Vincenza Manzari, Rosa Leone, Margherita Milone (Articolo 11) – invita atrovare forme e modalità di convergenze unitarie per un’azione comune, su cui concordano tutti i relatori, puntualizzando (Michele Lucivero, Edoardo Del Monte) che è fondamentale prima di tutto la chiarezza e l’assoluta non ambiguità delle proposte e degli obiettivi.
A parere dello scrivente l’incontro è stato utile, si è sviluppato nel corso di esso un dialogo fondato sul rispetto reciproco e al contempo sull’esposizione chiara e articolata, senza ambiguità o deleteri tatticismi, delle diverse posizioni – in particolare sulla controversa questione della LIP proposta da Pace e Disarmo – e sono emerse le ragioni di una convergenza pienamente condivisa nell’opposizione alla leva obbligatoria, che l’Occidente imperialista e guerrafondaio sta reintroducendo in tutti i paesi, in preparazione di una guerra mondiale su più vasta scala.
Nella convinzione che è necessario e urgente un reale movimento di massa per poter incidere effettivamente sul quadro politico italiano e costringerlo a invertire la rotta rovinosa verso il riarmo e la guerra, continueremo il lavoro di tessitura unitaria tra le nostre associazioni e comitati per favorire la costruzione di un’opposizione organizzata nelle scuole e nelle università (in collettivi, comitati unitari, ecc.) alla leva obbligatoria.
DONA IL TUO 5x1000
Al Comitato “Art.11 – L’Italia ripudia la guerra – OdV”
Un gesto gratuito che dà voce alla pace.
Scadenze: 30 sett. (730) | 30 nov. (Redditi PF)




