La presenza israeliana nel cono sud si fa sempre più pressante
Vilia Speranza

Agosto, mese della Pachamama. I popoli originari offrono i loro riti alla Dea Madre Terra e scendono in piazza per difenderla dal saccheggio “anglo-sionista”. “Pachamama, non perdonarli, perché sanno ciò che fanno”.
L’Argentina ha da poco celebrato i 210 anni di indipendenza: il 9 luglio 1816 i deputati del Congresso Costituente riuniti a Tucumán dichiararono la liberazione dalla Spagna e da “qualsiasi altra dominazione straniera”. Tuttavia, chi ha commemorato tale data nella stessa città quest’anno sembra piuttosto il presidente di un altro popolo. Nel suo discorso, Javier Milei si è vantato di aver attuato “i più grandi aggiustamenti della storia”, che nei fatti si sono tradotti nella consegna del Paese allo sfruttamento straniero, generando disoccupazione, crollo del potere d’acquisto, carovita e insicurezza.
Il collasso socio-economico dell’Argentina
I dati del Centro de Economía Política Argentina tracciano un quadro drammatico:
- Settore pubblico: In due anni e mezzo quasi 70.000 dipendenti statali hanno perso il lavoro (circa 75 persone al giorno), pari al 20,4% dell’organico.
- Tessuto produttivo: Oltre 24.000 imprese — prevalentemente piccole e medie — hanno chiuso i battenti. La disoccupazione nel solo settore industriale supera i 255.000 lavoratori, mentre crescono precarietà e lavoro informale privo di diritti e tutela pensionistica.
- Economia reale: A giugno la produzione è calata del 5,7%. Quasi il 90% delle famiglie è indebitato con almeno tre mesi di morosità e utilizza le carte di credito persino per acquistare beni alimentari.
- Soglia di povertà: A Buenos Aires, una famiglia di quattro persone a giugno ha avuto bisogno di quasi 2,5 milioni di pesos (1.667 dollari) per essere considerata di classe media, una cifra ormai inarrivabile per la maggioranza, che in molti casi ha dovuto rinunciare persino alla classica parrilla (grigliata di carne) per la festa nazionale, dato che il raddoppio del prezzo della carne ha portato il consumo al minimo storico.
- Le villas: sono aumentate a 6.400 le favelas argentine, in cui vivono circa 5 milioni di persone, più del 10% della popolazione totale del Paese.
Il benessere dei cittadini e la sovranità nazionale non appaiono tra le priorità di colui che si è autodefinito “il presidente più sionista del mondo”. Persino il calcio, vera e propria religione civile argentina, è stato toccato da questa retorica: il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha chiesto goliardicamente a Milei di “portare a casa la quarta Coppa del Mondo”. Ma i mondiali, come da tradizione, sono serviti a far passare inosservate dinamiche ben più profonde.
Gli Accordi di Isacco e le mire strategiche sul Cono Sud
Ad aprile Argentina e Israele hanno firmato gli Accordi di Isacco, ufficialmente volti a promuovere «difesa della libertà e della democrazia, lotta al terrorismo, all’antisemitismo e al narcotraffico», proponendosi anche come modello per il resto del continente. L’intesa mira ad ampliare la cooperazione tecnologica, commerciale e di innovazione, sul presupposto che l’Argentina «possieda il capitale umano e la libertà normativa necessari per diventare il prossimo centro mondiale dell’intelligenza artificiale». Questa convergenza spiega perché la Patagonia e la Terra del Fuoco siano finite al centro di precisi interessi strategici.
Alcuni episodi recenti evidenziano la portata di queste manovre per impadronirsi delle risorse:
- Licenze petrolifere e sovranità sulle Malvinas: Poche ore prima della semifinale vinta dall’Argentina contro l’Inghilterra, Milei ha firmato un decreto che permette (tramite licitazione, non potendo concederlo direttamente) all’impresa britannica Challenger Energy Group PLC di cercare idrocarburi su un’area di 5.000 km² nella Cuenca Argentina Norte (CAN_200) [1]. L’area rappresenta uno dei principali appigli legali del Paese per reclamare la sovranità sulle Falkland/Malvinas. E’ l’unico caso in cui si è chiesto il permesso, come vedremo. Nelle stesse settimane la nave da guerra britannica HMS Medway ha condotto esercitazioni a fuoco non autorizzate in acque argentine; solo dopo la fine della partita vittoriosa il governo Milei ha inviato un’inattesa “nota formale di protesta” all’ambasciata del Regno Unito [2].
- Progetto Sea Lion e presenza a Ushuaia: Il governo israeliano ha iniziato le procedure per aprire una rappresentanza diplomatica a Ushuaia [3], con giurisdizione su Terra del Fuoco, Antartide e Isole dell’Atlantico del Sud. Ciò è stato interpretato come una forma di supporto alla rivendicazione argentina della sovranità sulle Malvinas, ma a 220 km a nord di esse è stato avviato il progetto Sea Lion per lo sfruttamento del quarto maggior giacimento di petrolio al mondo (circa 819 milioni di barili). L’operazione è guidata dalla britannica Rockhopper e dalla Navitas Petroleum, partnership internazionale con sedi in Israele, USA e UK [4] . L’estrazione, al via dal 2028, produrrà tra i 150.000 e i 200.000 barili al giorno. Come riporta la rete ITA [5], Navitas ha proceduto all’approvazione finale non solo senza autorizzazioni, ma anche ignorando le proteste formali di Buenos Aires.
- Il radar di Tolhuin: A Tolhuin, tra Ushuaia e Río Grande, l’azienda britannica LeoLabs ha installato un imponente radar spaziale. L’attività è stata bloccata dalle autorità e dalle forze armate argentine poiché ritenuta una minaccia strategica del Regno Unito proprio nella provincia che rivendica formalmente la sovranità sulle Isole Malvinas, che si trovano a soli 700 km, un’inezia rispetto allo spazio: perché dunque il radar non è stato collocato lì? Si è inoltre scoperto che la struttura era di uso duale (civile e militare) e operativa in segreto e già dal 2021 [6].
- Pressione USA e la Base Navale Integrata: Gli Stati Uniti spingono per la riattivazione del radar e cooperano alla creazione di una Base Navale Integrata (BNI) ad Ushuaia, sul Canale di Beagle. Ufficialmente concepita come Polo Logistico Antartico per le missioni scientifiche dell’Armada Argentina, la base vede una forte ingerenza di Washington. Le visite di alti funzionari del Comando Sud degli Stati Uniti (SOUTHCOM) [7] confermano l’interesse a controllare i passaggi marittimi strategici (Canale di Beagle e Stretto di Magellano) e l’accesso all’Antartide, arginando l’influenza cinese nell’emisfero occidentale anche attraverso la nuova Fuerza de Tarea Conjunta del Hemisferio Occidental (JTF-WHEM).
L’interesse geopolitico si rivolge a tutto il cono sud e quindi coinvolge anche il Cile: soldati dell’esercito israeliano sono stati segnalati nell’atto di effettuare rilievi topografici nel sud del Paese e un senatore che ha denunciato il fatto è stato sottoposto a forti pressioni politiche. Sembra che la motivazione di tutto questo interesse risieda nei giganteschi giacimenti di petrolio e gas scoperti nell’Antartide cilena e argentina [8], oltre che nell’immensa ricchezza mineraria della Patagonia: litio, terre rare, rame, zinco, argento e uranio, risorse fondamentali nell’era della transizione energetica e delle guerre per le materie prime.

Incendi, speculazione fondiaria e persecuzione dei Mapuche
Al di là delle dibattute teorie sul Plan Andinia, è documentato che ampie porzioni di territorio tra Cile e Argentina sono acquisite da capitali stranieri, spesso nelle medesime aree colpite da devastanti incendi boschivi.
Sebbene i roghi vengano attribuiti ufficialmente al cambiamento climatico e alla siccità, l’impatto degli incendi è aumentato del 1.700% negli ultimi due anni anche a causa dello smantellamento dei presidi ambientali operato da Milei:
- Il Ministero dell’Ambiente è stato sciolto.
- Il Servizio Nazionale di Gestione degli Incendi ha subito un taglio dell’81% nel budget 2024 rispetto al 2023.
- Il Fondo per la protezione delle foreste native è stato azzerato tramite decreto.
- L’Amministrazione dei Parchi Nazionali ha visto le risorse ridotte del 34%, lasciando appena meno di 400 vigili del fuoco a presidiare oltre 5 milioni di ettari protetti a fronte di un fabbisogno minimo di 700 unità.
Gli incendi nella provincia di Chubut hanno distrutto oltre 17.500 ettari e costretto all’evacuazione più di 3.000 persone. Il pubblico ministero locale ha confermato la natura dolosa dei roghi tramite l’uso di acceleranti (benzina). Le autorità scaricano le colpe sulla popolazione locale, proprio quella danneggiata, ma esistono video di turisti israeliani sorpresi nell’atto di appiccare il fuoco o stazionare nelle immediate vicinanze dei roghi e usare fuochi liberi nei parchi naturali [9][10].
Questi comportamenti, che si verificano da decenni, sono stati associati al tiyul aharei tzava, il viaggio di congedo nell’anno sabbatico che oltre 10.000 giovani ex militari dell’IDF compiono ogni anno in Patagonia [11]. In Cile nel 2017 la direttrice della Corporación Nacional Forestal (CONAF), esaminando i dati storici accumulati a partire dal grave incendio del 2012 presso le Torri del Paine (causato proprio da un cittadino israeliano, condannato a pagare una multa per questo), affermò: “Ho controllato le statistiche e dal 2012 abbiamo avuto 36 espulsioni, di cui 23 riguardavano cittadini israeliani. Sembra che abbiano la cultura di non obbedire e di andare contro le regole“; a seguito di questo dato oggettivo, è stata pubblicamente accusata di antisemitismo. Quindi per non essere antisemiti bisogna considerare normale che in un Parco Nazionale si dia fuoco a rotoli di carta igienica (perché?), si cerchi di accendere un fornellino per riscaldare del tonno e non si sappiano controllare le fiamme, si fumi, si accendano falò vicino alla vegetazione e si montino apparecchi con antenne che poi vengono velocemente smontati e nascosti se arriva qualcuno. Questi sono i comportamenti documentati. Eppure chi frequenta una così bella e accogliente località turistica dovrebbe averne cura.
A San Carlos de Bariloche i turisti israeliani rappresentano circa il 10% delle presenze (tanto che molte strutture ricettive espongono indicazioni direttamente in ebraico). Bariloche è anche una delle città con la maggiore concentrazione di proprietà straniere (superiore al 21%, in violazione delle norme nazionali che Milei vuole cambiare). Paradosso vuole che la stessa città fosse la meta preferita dai nazisti in fuga dall’Europa, grazie all’operato dell’organizzazione ODESSA: fu rifugio per criminali di guerra come l’ex SS Hauptsturmführer Erich Priebke (per molti anni direttore della Scuola Tedesca di Bariloche) e l’ufficiale delle SS Reinhard Kopps, noto in Argentina come Juan Maler. Qualcuno dice che persino Hitler fosse giunto in Argentina col famoso sottomarino e avesse preso casa sul Lago Nahuel.
La maggior parte dei roghi si sviluppa lungo la linea del bosco andino-patagonico, che corre parallelamente al confine cileno.

Per distogliere l’attenzione dalle responsabilità ambientali e speculative, il governo ha individuato un capro espiatorio nelle comunità indigene Mapuche. Milei e la Ministra della Sicurezza Patricia Bullrich hanno bollato le organizzazioni indigene come “gruppi terroristici” [12], solo perché da sempre tentano di difendere la propria esistenza, le proprie terre e i propri costumi, e da sempre subiscono violenze e repressione. I Mapuche, che denunciano da tempo la presenza dei sionisti, le violazioni per lo sfruttamento dei loro territori e il maltrattamento delle persone, rimarcano l’ironia di rivendicare la sovranità sulle Malvinas mentre la Patagonia viene ceduta a capitali stranieri, sintetizzando il rischio con una frase: “Se non ci mobilitiamo, la prossima Palestina saremo noi”.

Estancia Wamani: un resort alla fine del mondo per sopravvivere alla fine del mondo (che loro stanno causando)
L’Argentina sta diventando anche un’attrazione per i tycoons dell’high-tech. Peter Thiel, co-fondatore di Palantir, è andato a vivere in una villa da 12 milioni di dollari nel quartiere più esclusivo di Buenos Aires subito dopo la firma degli Accordi di Isacco, forse per sfuggire alle tasse negli Stati Uniti, forse per realizzare quella cooperazione strategica in sicurezza, difesa, geopolitica e innovazione tecnologica che renderà l’Argentina un gran bunker di intelligenza artificiale e che ha bisogno di moltissima energia e acqua e quindi della Patagonia, dove sorgono le centrali nucleari e si trovano le maggiori riserve idriche del mondo.
Chi ha messo in contatto Peter Thiel con Miley è Martín Varsavsky, un sionista nato in Argentina che ha molto successo nell’industria tecnologica e nelle biotecnologie vincolate alla fertilità: per 10 milioni di dollari (meno della villa di Thiel, a lui fanno questi prezzi) ha comprato 32.000 ettari nella provincia di Mendoza, che sta vendendo ai ricchi del mondo per rifugiarsi in caso di guerra nucleare. Si chiama Estancia Wamani, nome quechua di divinità tutelari delle montagne e delle lagune nella mitologia andina. Vi costruiscono case prefabbricate, cupole geodetiche, una pista di atterraggio privata e pannelli solari. La zona è perfetta: lontano dai possibili teatri di guerra nucleare (che loro individuano in Cina e Russia), possiede tutte le risorse necessarie a sopravvivere. Salvo che la privatizzazione di questa enorme porzione di territorio pre-andino include aree idriche cruciali, dove si trovano i ghiacciai e le sorgenti di disgelo che alimentano il bacino del fiume Tunuyán, una risorsa vitale per l’agricoltura e la popolazione di Mendoza. Ma ovviamente ai miliardari non importa la sopravvivenza altrui. E neanche al governo, il quale invece sta preparando leggi che facilitino la concessione della cittadinanza a chi fa buoni investimenti e di “visti di tranquillità“, un visto o “passaporto dorato” in cambio di un investimento minimo di 500.000 dollari nel paese.
Tutto ciò si sapeva da tempo (la terra è stata acquistata nel 2023, dopo la vittoria di Milei) e sembravano fantasie o complotti; bisognava aspettare la rivelazione del Financial Time per crederci.
Non è un caso che uno dei primi atti di Milei sia stato il “decreto urgente” per derogare alla “Ley de Tierras”, la legge voluta da Cristina Fernández per limitare al 15% i territori in mano agli stranieri e a 1000 ettari il possesso nelle aree agricole di maggior valore produttivo.
Dopo aver tentato la liberalizzazione totale della vendita del territorio argentino con la “legge di inviolabilità della proprietà privata”, Milei ha dovuto limitarsi a proporre solo l’innalzamento della percentuale di terre vendibili a stranieri, dal 15 al 25%. La legge permetterebbe la vendita anche dei boschi incendiati intenzionalmente o il loro cambiamento d’uso per 60 anni e contempla l’accelerazione dei processi di sgombero, riducendo le protezioni esistenti nelle aree colpite da incendi. Sarebbe una totale cessione di sovranità in zone con presenza di acqua dolce, litio e altri minerali e servirebbe anche a garantire che ciò che succede all’interno di Wamani e altre aree comprate da stranieri sia una questione privata. E ci sono centinaia di spazi come questo in mano ai sionisti, dove si possono costruire intere città che saranno “private”, autonome e inviolabili: praticamente uno stato dentro lo stato. Che non sia una leggenda antisemita è confermato da ciò che sta avvenendo in altre zone come Cipro, Salento, Ostuni, Val Susa, Albania.

Attualmente è in mani straniere circa il 5% del territorio argentino, una superficie di più di 13 milioni di ettari equivalente all’estensione dell’intera Grecia, ma in alcune zone si supera già il 15% stabilito per legge, soprattutto dove si trovano risorse strategiche: acqua dolce, minerali, boschi, porti e passi di frontiera. Il rischio della perdita di risorse e sovranità ha fatto unire le proteste di forze politiche di centro e di sinistra, scese in piazza il 6 agosto contro gli articoli che flessibilizzano la “Ley de Manejo del Fuego”, abilitano sgomberi express e modificano il Codice Civile [13]. Inutile dire che sono state oggetto di violentissima repressione poliziesca durata ore, con spari di proiettili di gomma, lancio di idranti con sostanze chimiche, gas lacrimogeni e giornalisti presi appositamente di mira [14].
E gli sgomberi express con metodi violenti sono già iniziati: la Comunità indigena di Santa Rosa in Humahuaca ha subito la violenza della polizia per un errore catastale. Risultato: dieci feriti, case distrutte da macchinari senza permesso, giorni passati all’addiaccio. Fra l’altro gli indigeni vivono in quei territori da circa 14.000 anni e quindi non sempre possono mostare atti di proprietà delle terre. Ricorda qualcosa?
Ma l’appropriazione più importante è quella dell’impresa statale Mekorot, che si occupa della pianificazione delle risorse idriche israeliane e continua a radicarsi in Argentina. Ha già stretto accordi con i governi di tredici province (su 23) per lo sviluppo di sistemi idrici e piani regolatori dell’acqua: tutte le provincie della Cordigliera, la zona più ricca di sorgenti e fiumi. “Sui termini della collaborazione pesano una forte opacità e segretezza, criticate dalle organizzazioni territoriali che denunciano anche l’intesa dello Stato con un’impresa accusata di ‘apartheid idrico’ e di negare sistematicamente l’accesso all’acqua per le comunità palestinesi.” [15] Ciò è possibile perché in Argentina le province sono autonome e possono fare affari vincolati alle loro risorse direttamente con corporazioni straniere: quindi possono disporre della propria acqua, del litio, senza bisogno del controllo governativo. Perciò Israele finanzia le campagne elettorali delle province che hanno le risorse che gli interessano. La regione dei Laghi (dove si trova San Carlo de Bariloche) può vantare l’acqua più pura del pianeta, aspetto che la rende assai appetibile, anche perché abitata da un numero esiguo di persone, in buona parte le suddette popolazioni originarie che vivono in simbiosi con la terra e che da anni stanno subendo violenze gratuite. Ricorda qualcosa?
Il governo più sionista del mondo

“Per raggiungere questo obiettivo, l’Argentina deve entrare a far parte della famiglia mediorientale, della sua cultura e delle sue tradizioni; o meglio, deve comprendere questi aspetti per creare un rapporto più stretto. Gli Accordi di Isacco rappresentano la continuazione di ciò che è iniziato per il futuro Medio Oriente con gli Accordi di Abramo: unire i legami che, storicamente, dovremmo promuovere tra ebrei, musulmani e cristiani attraverso il dialogo, e creare così una pace duratura”. [16]
Che il cosiddetto anglo-sionismo stia alla base di ciò che succede in Argentina non è certo un’invenzione antisemita: la presenza nei posti di potere è massiccia ed evidente.
Lo stesso Miley appartiene alla cosiddetta Jabluvich o Chabad-Lubavitch, movimento ebraico ortodosso chassidico cui si è convertito, ricevendo anche il titolo di “ambasciatore internazionale della luce” per “i suoi sforzi in favore della libertà” -di chi?- e per la posizione a favore dello stato di Israele e della comunità ebraica globale. Lo ha dichiarato egli stesso. Secondo lui tutto si può vendere e comprare, anche un bambino, dipendendo dalla società e dal momento, come ha detto in un’intervista.
L’influenza finanziaria anglo-americana si riflette direttamente nella composizione del governo:
- Pablo Quirno (Ministro degli Esteri / Cancillería): ex Direttore per l’America Latina di JP Morgan.
- Luis Caputo (Ministro dell’Economia): ex responsabile del trading per l’America Latina presso JP Morgan.
- Demian Reidel (Consigliere economico e Banca Centrale): ex dirigente della ricerca sui mercati emergenti per JP Morgan.
- Federico Sturzenegger (Ministro della Deregolamentazione): da tempo legato ai circuiti dell’alta finanza internazionale.
Questa struttura ha agevolato i negoziati con il Fondo Monetario Internazionale (FMI), che ha sbloccato nuove tranche di finanziamento portando gli esborsi complessivi a circa 15,8 miliardi di dollari, riorientando la diplomazia argentina verso una funzione prevalentemente economico-finanziaria.
la legge “antidiscriminazione” Made in Israel distribuita col copia-incolla a tutti gli stati, mentre in Cile è stata rifiutata e si è eliminata dal progetto la parola antisemitismo, è stata approvata in Argentina: non ha una virgola di differenza con quelle approvate in Germania, Francia, Spagna.
Le diverse organizzazioni sioniste hanno un enorme potere e determinano una pressione in grado di fare arrestare docenti per aver indossato una kefiah. I parlamentari che appoggiano il popolo palestinese sono accusati e processati per antisemitismo; anche un giudice federale, Alfredo López, solo per aver retwitterato un post sulla condanna di Netanyahu come criminale di guerra da parte della Corte Penale Internazionale, è stato sollevato dall’incarico e sottoposto a giudizio per richiesta della DAIA [17], unico caso esistente di destituzione di un giudice senza che esista una denuncia penale o di altro genere contro di lui e con numerose irregolarità e persino falsità [18].
Come osservato anche da analisti politici e dirigenti sociali come Juan Grabois, la presenza di figure contigue ad apparati di sicurezza esteri all’interno dell’entourage presidenziale conferma che la progressiva penetrazione strategica nel Cono Sud non appartiene più al piano delle teorie speculative, ma rappresenta una precisa realtà geopolitica in atto.
E se tutto questo non bastasse: il personale della sicurezza aeroportuale argentina sta frequentando corsi di lingua ebraica per poter offrire assistenza agli israeliani, in previsione dei due voli settimanali diretti da Tel Aviv a partire da novembre prossimo, per “migliorare la capacità di risposta in compiti di sicurezza, controllo e assistenza”. L’inglese non basta più? Eppure l’85% degli israeliani lo conosce. Eppure anche i cinesi hanno voli diretti e sono già il triplo degli arrivi rispetto a quelli -per ora solo previsti- da Israele. Non sembra credibile che sia per i 10.000 giovani che vanno in Patagonia ogni anno (che sicuramente parlano inglese) e men che meno per i 250.000 della comunità ebraica più numerosa dell’America latina che risiede in Argentina e parlano castigliano. E il fatto che venga presentato dai media come qualcosa di assolutamente normale e giustificato fa aumentare i sospetti. Qualcos’altro si prepara.
Note e Riferimenti Bibliografici
- Il ruolo del Comando Sud degli Stati Uniti (SOUTHCOM) si inserisce nella strategia di contenimento dell’influenza cinese, garantendo il controllo sulle rotte strategiche del Canale di Beagle e dello Stretto di Magellano e monitorando l’accesso all’Antartide tramite la nuova Fuerza de Tarea Conjunta del Hemisferio Occidental (JTF-WHEM). Data Urgente – Lanza EE.UU. fuerza militar conjunta
- Reportage sui giacimenti energetici in Antartide (YouTube) Argentina e Cile rivendicano reciprocamente alcune zone dell’Antartide.
- https://www.mosaico-cem.it/attualita-e-news/mondo/nuove-prospettive-tra-israele-e-lamerica-latina-fra-amicizie-e-opposizioni-ideologiche/
- DAIA (Delegación de Asociaciones Israelitas Argentinas): istituzione nata nel 1935 che riunisce oltre 140 organizzazioni ebraiche argentine, fungendo da portavoce ufficiale della comunità presso le istituzioni.
- Data Urgente – Intervista al giudice Alfredo López
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Scadenze: 30 sett. (730) | 30 nov. (Redditi PF)




