Sintesi delle analisi della Federation of American Scientists · 13 ottobre 2026

Figura 1. Gli otto nodi dell’analisi FAS. In arancio i dati specifici sull’Italia.
La fonte e il suo peso
La Federation of American Scientists nasce nel 1945 per iniziativa degli scienziati del Progetto Manhattan, gli stessi che avevano costruito la prima bomba atomica e che, a guerra appena conclusa, scelsero di battersi per il controllo internazionale dell’arma. Da allora opera come organizzazione indipendente e senza fini di lucro. Il suo Nuclear Information Project, diretto da Hans Kristensen, è un riferimento obbligato per chiunque studi gli arsenali nucleari: firma il Nuclear Notebook del Bulletin of the Atomic Scientists e contribuisce al capitolo sulle forze nucleari dello Yearbook del SIPRI.
Il valore delle analisi su Steadfast Noon sta nel metodo. La NATO e i governi ospitanti applicano la regola del né confermare né smentire la presenza di armi nucleari nelle singole basi. La FAS ricostruisce il quadro da immagini satellitari, documenti di bilancio del Pentagono, pubblicazioni dei laboratori nazionali statunitensi e materiali ottenuti con il Freedom of Information Act. Le stime che ne derivano, dalle circa 100 bombe B61 schierate in Europa alle 15 di Ghedi, sono quelle che stampa internazionale e ricerca accademica citano in assenza di dati ufficiali. Quando nel 2013 due ex primi ministri olandesi ammisero la presenza delle armi a Volkel, confermarono quanto la FAS documentava da anni.
I testi originali sono in inglese e circolano soprattutto tra specialisti. In Italia, che ospita due delle sei basi, mancano traduzioni, e il dibattito pubblico procede spesso privo di questi dati. La provenienza della critica pesa: a mettere in discussione la condivisione nucleare sono scienziati statunitensi, eredi di chi l’arma la progettò, e la loro analisi si regge sulla verifica documentale, al riparo da ogni accusa di propaganda.
I nodi concettuali
L’esercitazione. Ogni ottobre, per circa due settimane, la NATO addestra equipaggi e aerei a doppia capacità all’impiego delle bombe nucleari statunitensi B61. Volano ordigni simulati, accompagnati da caccia di scorta, aerei cisterna e velivoli di sorveglianza; la sede ruota tra i paesi che custodiscono le armi.
Il meccanismo della condivisione. Gli Stati Uniti attrezzano i caccia di alleati privi dell’arma e ne addestrano i piloti. In pace le bombe restano sotto custodia americana; in guerra passerebbero agli alleati, dopo l’approvazione del Gruppo di pianificazione nucleare e l’autorizzazione del presidente statunitense e del premier britannico. Sette paesi forniscono aerei a doppia capacità, Italia compresa.
Il nodo del TNP. Il trasferimento in tempo di guerra contraddice gli impegni assunti con il Trattato di non proliferazione, sia da chi cede le armi sia da chi le riceve. L’accordo è anteriore al Trattato e ne salva la lettera; per la FAS ne viola lo spirito.
Arsenale e basi. Circa 100 bombe B61 in sei basi di cinque paesi, contro le 480 del 2000. Le basi sono in pieno ammodernamento, e la britannica Lakenheath, svuotata vent’anni fa, viene riattrezzata come possibile riserva.
Il caso Italia. Ghedi custodisce circa 15 B61 sotto il controllo del 704° MUNSS statunitense ed è stata trasformata per accogliere gli F-35A, con una piazzola per i C-17 schermata da muri. Aviano ha ricevuto perimetri di sicurezza rafforzati nel 2014-15. Quest’anno l’Italia ospita l’esercitazione, con corridoi di volo che partono anche da Amendola, Gioia del Colle e Trapani, secondo l’avviso ENAV segnalato da PeaceLink.
La modernizzazione. La nuova B61-12, guidata, è circa tre volte più precisa delle versioni precedenti e mantiene rese selezionabili da 0,3 a 50 chilotoni. Montata sull’F-35A, secondo la stessa aeronautica statunitense, acquista una capacità di livello strategico e allarga la gamma dei bersagli colpibili.
L’opacità crescente. Le immagini satellitari di Kleine Brogel sono state rimosse e sfocate, a Volkel un muro impedisce di osservare le operazioni di carico. La FAS ripubblica ciò che viene oscurato, in nome della trasparenza nucleare.
La spirale azione-reazione. Esercitazioni e segnali nucleari si rispondono tra NATO e Russia, mentre in Occidente cresce la pressione per estendere la condivisione ad altri alleati. Per la FAS la salienza dell’arma nucleare torna ad aumentare, e con essa la competizione e il rischio.
Fonti
Federation of American Scientists, NATO Tactical Nuclear Weapons Exercise And Base Upgrades, ottobre 2024. fas.org/publication-term/nato/
Federation of American Scientists, NATO Steadfast Noon Exercise And Nuclear Modernization in Europe, ottobre 2022. fas.org/publication/steadfast-noon-exercise-and-nuclear-modernization/
Federation of American Scientists, NATO Nuclear Weapons Exercise Over Southern Europe, ottobre 2021. fas.org/publication-term/nato/
NATO, NATO holds annual nuclear exercise Steadfast Noon, 8 ottobre 2026. nato.int
PeaceLink, Join our call against NATO’s nuclear exercise “Steadfast Noon”, ottobre 2026. peacelink.it/en/a/51655.html
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